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Il cioccolato per bene

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“Il cioccolato è, nell’immaginario di molti, sinonimo di dolcezza e di bontà. Eppure il percorso che porta dall’albero del Cacao alla produzione del cioccolato nasconde molti lati oscuri e problematici, spesso poco conosciuti, che rendono il sapore di questo prodotto troppo amaro per chi crede nei valori del Commercio equo e solidale”. Inizia così il manifesto “per un cacao equo e solidale” promosso dall’Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale – AGICES e ALTROCIOCCOLATO e presentato alla conferenza stampa di presentazione della 14esima edizione della “festa del cioccolato”, a Città di Castello (PG). È una battaglia che riguarda i diritti e la dignità di almeno 50 milioni di persone, che dipendono direttamente o indirettamente dalla coltivazione di cacao.

QUI il manifesto.

“Nel mondo -scrivono i promotori-, si contano circa 5,5 milioni piccoli produttori di cacao. 14 milioni sono invece i lavoratori agricoli impiegati nella produzione di cacao. Queste persone producono più del 90% del cacao mondiale in piccole piantagioni a conduzione familiare, con estensioni medie tra i 2 e i 5 ettari, che rappresentano l’attività e l’entrata più cospicue per chi ci lavora”.

Il punto più basso di un mercato che garantisce vendite annuali di cioccolato per 100 miliardi di dollari ogni anno, si registra in Costa d’Avorio, il principale Paese produttore di cacao. Qui “i piccoli coltivatori di cacao dovrebbero incassare 10 volte di più dalla vendita del raccolto per arrivare almeno alla soglia di povertà estrema e 16 volte di più per superare la linea di povertà standard”. Lo squilibrio è la regola nel mercato del cacao: l’Africa ne produce il 73% del monte globale, consumando però meno del 3% del cioccolato. Con la beffa di un prezzo -quello del cacao- subordinato alla volatilità dei mercati internazionali (borse di Londra e New York).

L’ingiustizia sociale è “evidente” e per questo è necessario che gli attori della filiera prendano nota -e mettano in pratica- dei sei punti cardine dell’iniziativa di Agices e Altrocioccolato. Primo, “aggregare i piccoli produttori in forma cooperativa”, per favorire un “maggior coinvolgimento e una maggiore consapevolezza dei meccanismi di mercato”. Secondo (prezzo equo) “pagare ai produttori un prezzo minimo, anche nel caso in cui le quotazioni internazionali del cacao siano più basse”. Terzo (relazioni dirette) “tentare di instaurare relazioni commerciali quanto più possibile dirette con le organizzazioni di base dei produttori”. Quarto (continuità delle relazioni) “prevedere investimenti e diminuire la dipendenza dai grandi buyers internazionali”. Quinto: trasparenza e tracciabilità su tutto l’arco della filiera del prodotto. Sesto, ma non meno importante, investire in qualità e biologico.

I destinatari del manifesto sono anche e soprattutto i decisori politici. Cui è rivolto un invito: andare a leggersi la monografia sul cioccolato curata dai promotori del manifesto che qui riportiamo integralmente. Per un commercio 100% senza multinazionali, sfruttamento minorile, disuguaglianze di genere, salari iniqui, OGM, attacchi all’ambiente e all’identità.

QUI la ricerca.

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