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Il commercio equo e l’Europa: un importante passo in avanti

L’Europa fa un importante passo avanti per il fair trade, ma la strada è ancora lunga perché tutti gli scambi commerciali siano davvero equi e solidali

14 Ottobre 2015 (Bruxelles) – La Commissione Europea ha pubblicato il nuovo documento strategico su commercio e investimenti. Poche ore prima, in occasione della colazione equosolidale che si è svolta nella prima mattinata al Parlamento Europeo, la stessa Cecilia Malmström, commissaria al commercio europeo, ha reso nota una serie di iniziative inserite nel documento e finalizzate a supportare il Fair Trade

fair trade breakfast

La commissaria al commercio dell’Unione Europea Cecilia Malmström ha lanciato la nuova strategia su commercio e investimenti Trade for all: Towards a more responsible trade and investment policy” e ha dichiarato che la nuova agenda commerciale dell’Unione Europea sarà concentrata non solo a proteggere i propri interessi ma anche i propri valori.

La Commissione riconosce infatti che il Fair Trade contribuisce a sviluppare in modo più sostenibile le opportunità per i piccoli produttori del Sud del mondo e inoltre identifica una lista di nuove iniziative che verranno intraprese per supportare la delegazione europea nella promozione del Fair Trade fra i piccoli produttori e nella creazione di un premio per la ‘EU City for Fair and Ethical Trade’.
Il movimento del Fair Trade accoglie con piacere la posizione della Commissione secondo la quale la strategia complessiva per rendere il commercio più giusto per tutti debba necessariamente coinvolgere i cittadini, le imprese, i piccoli produttori e le autorità locali, attraverso una innovativa combinazione di approcci dall’alto verso il basso e viceversa.
“Ringraziamo la Commissaria Malmström per aver aperto una discussione con il movimento del Commercio Equo e per aver stabilito iniziative concrete in supporto al movimento, come stabilito della nuova satrtegia commerciale europea”, dichiara Sergi Corbalán, Direttore del Fair Trade Advocacy Office.

Il Fair Trade accoglie con piacere il riconoscimento del fatto che “trade should not be an end in itself” – il commercio non dovrebbe essere fine a se stesso – e richiama l’attenzione dell’Unione Europea a impostare la propria agenda commerciale considerando come priorità quella di porre sempre al primo posto le persone e il pianeta. Così come è stato apprezzato l’impegno a stabilire come regola fondamentale quella della trasparenza a tutti i livelli delle contrattazioni e degli accordi commerciali.
I produttori marginalizzati e i lavoratori devono poter presidiare gli accordi commerciali stabiliti dai propri governi, accordi che possono avere ripercussioni al tempo stesso positive e negative sulle loro condizioni di vita e di lavoro.  “Eliminare il commercio ingiusto è il nostro obiettivo finale, ed è ancora molto lontano. Dobbiamo correre tutti insieme in questa maratona” conclude Sergi Corbalan.

CLICCA QUI per leggere la posizione del FTAO “An innovative EU approach in support of Fair Trade practices in the new EU Trade & Investment Strategy” del luglio 2015.

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