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Il commercio equo nell’agenda dell’Ue

Il commercio equo entra (di nuovo) nell’agenda dell’Unione europea. Il 27 gennaio scorso, infatti, presso l’ufficio europeo di Göteborg, si è tenuto un appuntamento centrato sul supporto locale e regionale del commercio equo e dei suoi legami con l’agenda commerciale da parte dell’Ue. Cecilia Malmström -commissario europeo con delega al Commercio- è stata invitata a presentare “l’agenda del Fair Trade” della nuova Commissione a guida Juncker. Malmström -a parole- ha riconosciuto non solo la questione della “equità” nelle politiche commerciali, ma anche la “popolarità” del commercio equo, supportato dall’Ue perché capace di garantire “risultati effettivi”.

Anche Bernd Lange, presidente della commissione per il Commercio internazionale del Parlamento europeo, è intervenuto all’evento, sottolineando quelli che ha definito gli “sforzi” dell’Unione per migliorare gli standard sociali ed ecologici con i paesi partner. Karin Pleijel, vice sindaco della città di Göteborg, ha spiegato i vari impegni che la città ha assunto nel settore del commercio equo e solidale, in particolare per sensibilizzare i cittadini e incoraggiare gli interlocutori istituzionali locali a procurarsi prodotti del commercio equo, allargando così l’offerta “fair trade” della città. Tra le proposte-suggestioni emerse anche quella rivolta all’Ue di adottare una sorta di “capitale europea per il commercio equo”, cui verrebbe riconosciuto un premio con l’obiettivo di stimolare le città in Europa ad andare avanti nei loro impegni pro commercio equo e solidale.

Su questo punto è utile ricordare l’appuntamento che si terrà a Milano tra il 23 e il 31 maggio 2015: la settimana mondiale del commercio equo, la World Fair Trade Week (www.worldfairtradeweek.org). Un evento di rilevanza mondiale -il testimone arriva da Rio de Janeiro- a cui sono stati invitati decine di produttori e che darà vita alla prima fiera mondiale del fair trade, Milano Fair City (www.milanofaircity.org) presso la Fabbrica del Vapore (via Giulio Procaccini, 4). Gli organizzatori dell’evento -la World Fair Trade Organization (www.wfto.com) e AGICES – Equo Garantito (www. equogarantito.org)-, peraltro, cercano volontari. Per chi fosse interessato a unirsi basta compilare il form d’iscrizione online (http://form.jotformeu.com/ form/43173854205352). “È un’occasione unica per conoscere e far conoscere il commercio equo e solidale -spiegano gli organizzatori-. Compresi gli oltre 400 punti vendita e botteghe italiani”.

Sergi Corbalán, direttore esecutivo del Fair Trade Advocacy Office ha riproposto esempi concreti di come l’Ue possa effettivamente e praticamente sostenere il commercio equo. A nome del Fair Trade movement, ha chiesto alla Commissione di considerare commercio equo e solidale come un concetto, una strategia di sviluppo economico, piuttosto che una certificazione, invitando il Commissario Malmström a diventare l’ambasciatore “equo” durante il suo mandato e promuovere azioni concrete a favore del commercio equo, ad esempio sfruttando l’Anno europeo per lo sviluppo per tutto il 2015.

Che cos’è FTAO

Il Fair Trade Advocacy Office (FTAO) è la voce del movimento del commercio equo, giusto e solidale che si pone l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita dei produttori marginalizzati e dei lavoratori del Sud del mondo. FTAO rappresenta circa 2,5 milioni di produttori del commercio equo e lavoratori di 70 paesi, 24 marchi, oltre 500 importatori specializzati, 4.000 Botteghe del mondo e più di 100.000 volontari.

One Comment

  • Daria Logiurato

    Finalmente qualcosa in più si muove… spero che si dia valore e aiuto anche alle piccole botteghe del commercio equo!

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