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Quel volontario in più – Amara – dalla Costa d’Avorio a Mirano

Le storie di chi attraversa il Mediterraneo e i vari confini europei per cercare un futuro o delle opportunità migliori, sono molte.

Vengono raccontate ogni giorno da immagini, parole, visi – da chi le vive e da chi si attiva per accoglierle. Per chi le ascolta e per chi invece fa finta che non ci sia bisogno di ascoltarle.

Equo Garantito e molti dei soci, oltre ad aver sollecitato le istituzioni sul tema in questi anni, si muovono quotidianamente, immaginando e realizzando azioni che possano contribuire a migliorare le condizioni delle persone che arrivano in Italia per provare a costruire una vita che abbia dignità.

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato vi raccontiamo una storia di collaborazione tra AMARA un ragazzo ivoriano di 25 anni – e Bandera Florida – organizzazione di Commercio Equo e Solidale di Mirano – Veneto.

Bandera Florida ha messo l’opportunità, i principi del Commercio Equo, il proprio lavoro in bottega e la formazione, Amara ha messo la sua voglia di partecipare, di conoscere, di crescere e di fare un’esperienza di lavoro e di volontariato. Da questo è nata anche un’opportunità ancora più grande per lui, e il nostro in bocca al lupo è simbolico, per tutti/e coloro che avremo occasione di incontrare e di poter sostenere nella formazione e progettazione di un futuro migliore.

Il Commercio Equo e Solidale può essere quindi un mezzo e un’opportunità per incontrare e facilitare l’accoglienza e l’integrazione di molte persone che arrivano in Italia. Le esperienze e le modalità sono tante.

Ecco cosa ci hanno raccontato Arianna e Francesca di Bandera Florida

“A novembre dello scorso anno, tramite una realtà del Mirese, il Villaggio Solidale, è arrivato Amara, un ragazzo ivoriano di 25 anni.

E’ arrivato nel periodo “caldo” del Natale ed è stato di grande aiuto soprattutto nella gestione del magazzino. Veniva ad aiutarci anche al di fuori dei suoi turni, sempre a titolo di volontariato.Vedendo l’impegno che ci metteva e la voglia di relazionarsi con i volontari della Bottega, ci siamo chiesti come trasformare il suo “volontariato”, in qualcosa che potesse essere remunerativo e formativo, aiutandolo nelle pratiche di richiesta di asilo. Ignoranti in materia, qualcuno in bottega ha iniziato a informarsi sull’aspetto burocratico per “costruire” uno stage su misura ma, soprattutto, per capire come riuscire a dare un giusto compenso al suo lavoro, nonostante le difficoltà che spesso dobbiamo affrontare come Cooperativa.

Che fare quindi? – Abbiamo coinvolto soci, volontari, clienti e tramite loro hanno aderito anche altre associazioni locali  tra cui le ACLI Provinciali e la Caritas di Mirano e si è creata una “borsa” per potergli pagare lo stage in  Bottega. Lo stage è iniziato a febbraio e sarebbe terminato ad agosto, ma nelle prossime settimane Amara inizierà un nuovo stage che gli permetterà di percepire uno stipendio maggiore.

Lo stage che abbiamo “creato” per Amara, a differenza di altre realtà, non voleva essere solamente un’occasione per fargli guadagnare qualcosa, ma aveva anche lo scopo di favorire la sua integrazione nel territorio. Infatti è stato strutturato in modo tale che potesse frequentare la scuola durante il pomeriggio e che in alcune mattine della settimana ci fossero dei volontari che gli dessero ripetizione di alcune materie. Alcuni risultati si sono raggiunti: proprio la scorsa settimana è riuscito a prendere il diploma di terza media (con il 7!); ha creato delle relazioni con le persone della Bottega, tanto da frequentarsi anche al di fuori dell’”ambito lavorativo”.

Cercheremo, comunque, di portare a termine anche l’ultima fase che ci siamo prefissati, cioè raccontare la sua storia a tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione di questo percorso. Lo faremo con cena, foto e musica, dove Amara racconterà la Costa d’Avorio e la strada che ha fatto per arrivare fino a Mirano.

E’ stata una vera e propria collaborazione, conoscenza e opportunità di crescita per tutti. L’esempio concreto che il Commercio Equo e Solidale ha un’impatto importante a livello locale al sud come nel nord del mondo.

Il futuro? Ci piacerebbe continuare l’esperienza e non perdere competenze e conoscenze acquisite, per questo continueremo la collaborazione con alcuni dei soggetti coinvolti”

Grazie ad Arianna e a tutti/e i soci, volontari e amici della Bottega di Mirano e a tutti i soci che portano avanti progetti in favore dell’accoglienza e formazione.

E se vogliamo fare di più… ecco tutte le info sul sito dell’UNHCR per attivarsi nella giornata di oggi – QUI

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