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Ravinala, la richiesta d’aiuto

Ecco la lettera aperta con la quale la cooperativa Ravinala ha inviato nei giorni scorsi una richiesta di aiuto e sostegno a seguito dell’alluvione del 28 febbraio nella zona della capitale del Madagascar. I quartieri sono stati inondati, compresi diversi villaggi nei dintorni di Antananarivo nei quali operano i produttori di prodotti in carta.

“Carissimi tutti

Come forse avete avuto occasione di leggere in Madagascar, il 28 febbraio, c’è stata una grossa alluvione nella zona della capitale, c’è stato il crollo di una diga e molti quartieri poveri sono stati inondati come molti villaggi nei dintorni di Antananarivo.

Noi ci siamo subito attivati per sostenere i gruppi dei nostri artigiani che sono stati colpiti dall’alluvione, ma i problemi sono così tanti e gravi che da soli non ce la facciamo. Per questo abbiamo deciso di scrivervi.

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I raccolti di riso e legumi, quasi pronti per la raccolta sono andati distrutti, non c’è acqua potabile né medicine, molti produttori hanno perduto attrezzi di lavoro e i loro bimbi hanno perduto tutto l’occorrente per la scuola. I bimbi sono, in larga parte, affetti da patologie respiratorie e gastrointestinali, e molte case sono inagibili, due sono crollate completamente.

Gli artigiani più colpiti sono gli artigiani della latta, quelli del corno e una delle ricamatrici.

Abbiamo deciso di chiedere il vostro aiuto per poter far fronte ai bisogni di questi amici.

Al momento abbiamo stanziato una prima somma noi, almeno per poter pagare le medicine per i bimbi e per fornire dei kit per la potabilizzazione dell’acqua. Ma i bisogni sono tanti e il governo è tuttora immobile.

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Vorremmo almeno poter fornire gli attrezzi da lavoro e i kit scolastici per i bimbi per permettere a queste famiglie di ricominciare. Vorremmo anche poter sostenere chi ha perduto la casa almeno per una prima ricostruzione. Le case di cui parliamo sono fatte in mattoni di terra, case semplici e povere, ma per loro sono tutto. Attualmente la maggior parte di loro vive in tende d’emergenza e sull’altopiano fa freddo la notte e piove ancora.

Franco, volontario di Ravinala in Madagascar, è andato a trovare tutte le famiglie colpite e insieme con i responsabili della cooperativa Finiavana sta coordinando gli aiuti.

Purtroppo da soli non ce la facciamo a rispondere a questa emergenza ma crediamo fermamente che il Commercio Equo e Solidale significhi camminare fianco a fianco, persone del nord e del sud, capaci di guardarci negli occhi e di sostenerci a vicenda. Chiediamo a tutti di poter diffondere questo appello e di dare, se possibile il proprio contributo.

Vi chiediamo, se potete, di versare una somma al c/c intestato al Centro Missionario Diocesano (che ci ha dato la disponibilità a fare da punto di raccolta) all’iban: IT28A0503412800000000003413 con causale “per gli artigiani del Madagascar”.

Nei prossimi giorni vi aggiorneremo sulla situazione.

E’ difficile esprimere con le parole i sentimenti che abbiamo nel cuore, ma sono quasi 30 anni che conosciamo queste famiglie, non sono più soltanto produttori sono amici!

Grazie a tutti e a ciascuno

Le foto che allego sono state scattate l’11 marzo quindi come vedete anche se sono passati più di 10 giorni ancora le acque non sono del tutto defluite”.

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