AGICES ricevuta alla Camera!

AGICES – Equo Garantito (Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale) è stata ricevuta il 29 ottobre (insieme a Fairtrade Italia) dalla X Commissione della Camera dei deputati. Al centro dell’attenzione, la proposta di legge per la promozione del commercio equo e solidale. Presenti il presidente della Commissione, Guglielmo Epifani, il relatore Leonardo Impegno e la firmataria, l’onorevole Simonetta Rubinato

L’avvocato Giovanni Paganuzzi, Vittorio Leproux, Gaga Pignatelli di AGICES-Equo Garantito, con Sara Polato e Andrea Nicolello-Rossi (presidente) di Fairtrade Italia sono stati ricevuti oggi dal comitato ristretto della X Commissione (Attività produttive, commercio e turismo) della Camera dei deputati, presieduta dall’on. Guglielmo Epifani, che a partire da maggio 2014 ha avviato l’esame in sede referente delle proposte di legge recanti “Disposizioni per la promozione e la disciplina del commercio equo e solidale”.

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La proposta di legge sul commercio equo e solidale è ormai giunta alla sua terza legislazione (qui il suo percorso), anche se finora non era mai giunta a essere presa in carico da una commissione e incardinata.

Se approvata, sarebbe il primo esempio al mondo di una legislazione a sostegno di un movimento che ha più di 30 anni e coinvolge decine di migliaia di volontari.

“Siamo convinti –hanno scritto AGICES-Equo Garantito e Fairtrade Italia nella memora che hanno presentato alla commissione– che l’opportunità di approvare una legge nazionale sul Commercio Equo e Solidale potrebbe senza dubbio essere di sostegno al lavoro che portiamo avanti ormai da trent’anni per costruire un mondo più giusto ed equo.
Come sottolineato correttamente dall’On. Impegno – relatore delle Proposte di Legge – una normativa dedicata al Commercio Equo e Solidale è necessaria, giusta ed utile.

Necessaria perché le Istituzioni nazionali riconoscerebbero semplicemente ciò che già esiste: un movimento che produce e che cresce, malgrado le difficoltà della crisi globale. Una normativa di settore, quindi, garantirebbe maggiormente i consumatori nelle loro scelte di acquisto.

Giusta perché il Fair Trade rappresenta un mercato in espansione e denota – insieme al mondo del biologico – una sempre maggiore attenzione dei cittadini alle questioni sociali ed ambientali.

Utile perché il Commercio Equo e Solidale, da sempre, punta a coniugare impresa e solidarietà, prodotti di qualità e supporto alle realtà produttive svantaggiate (nel Sud e oggi anche nel Nord del mondo).

Aggiungiamo che l’approvazione di una disciplina come quella posta al vostro esame costituirebbe una significativa innovazione che potrebbe orientare in maniera rilevante il futuro sviluppo del sistema produttivo italiano.

La Proposta di Legge infatti delinea un insieme di regole e criteri che ben si prestano a orientare le imprese verso modelli di relazioni commerciali più attente alle conseguenze delle proprie scelte economiche rispetto ai partner deboli e perciò più responsabili. Nel contempo riconosce un nuovo soggetto (l’Organizzazione di Commercio Equo e Solidale) istituzionalmente preposto a raccogliere situazioni di marginalità produttiva per accompagnarle nell’accesso al mercato attraverso la creazione di reti diffuse di imprese e consumatori”.

L’approvazione della legge sarebbe auspicabile entro il maggio 2015, quando l’Italia, a Milano, ospiterà la Settimana Mondiale del Commercio Equo e Solidale, l’evento più importante del settore.

AGICES saluta la legge della Regione Puglia sul fair trade!

La Regione Puglia ha promulgato la legge n. 32 del 1 agosto 2014, che sostiene il commercio equo e solidale.

La Puglia è la prima Regione del Sud ad approvare una legge ad hoc sul commercio equo e solidale Legge Regionale 1 agosto 2014, n.32, dopo Toscana (n.24/2005), Friuli Venezia Giulia (n.29/2005), Abruzzo (n.7/2006), Umbria (n°116/2007), Liguria (n°32/2007), Marche (n.08/2008), Lazio (n.20/2009), Emilia Romagna (n.110/2009), Piemonte (n.26/2009) e Veneto (n.8/2010).

Condivisa dal consigliere Cervellera e dall’Assessore Capone, la legge è stata approvata all’unanimità. Si compone di 8 articoli dove gli interventi specifici da attuare per la diffusione del commercio equo e solidale sono descritti nell’articolo 5 e riguardano: iniziative divulgative e di sensibilizzazione, azioni educative nelle scuole per stimolare riflessioni sul consumo consapevole, iniziative di formazione per gli operatori del commercio equo e solidale, promozione delle giornate a tema, concessione ai soggetti attivi nel settore di contributi fino a un massimo del 40 per cento, promozione dell’utilizzo dei prodotti equo-solidali nell’ambito delle attività degli enti pubblici, possibilità di vendita dei beni equo-solidali in occasione di manifestazioni, fiere ed altre iniziative promozionali.

Il commercio equo e solidale non ha ancora una normativa nazionale (ci sono tre proposte alla Camera e una al Senato in discussione), per garantire maggiormente i consumatori che scelgono responsabilmente i prodotti equo-solidali. A tal riguardo l’assessore allo sviluppo economico Loredana Capone ha espresso la volontà di includerla nel Testo Unico per il Commercio che la Regione sta realizzando e di convocare le associazioni del commercio equo – solidale per condividere i contenuti del regolamento regionale in corso di redazione al fine di portarlo presto in Giunta.

Il cioccolato per bene

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“Il cioccolato è, nell’immaginario di molti, sinonimo di dolcezza e di bontà. Eppure il percorso che porta dall’albero del Cacao alla produzione del cioccolato nasconde molti lati oscuri e problematici, spesso poco conosciuti, che rendono il sapore di questo prodotto troppo amaro per chi crede nei valori del Commercio equo e solidale”. Inizia così il manifesto “per un cacao equo e solidale” promosso dall’Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale – AGICES e ALTROCIOCCOLATO e presentato alla conferenza stampa di presentazione della 14esima edizione della “festa del cioccolato”, a Città di Castello (PG). È una battaglia che riguarda i diritti e la dignità di almeno 50 milioni di persone, che dipendono direttamente o indirettamente dalla coltivazione di cacao.

QUI il manifesto.

“Nel mondo -scrivono i promotori-, si contano circa 5,5 milioni piccoli produttori di cacao. 14 milioni sono invece i lavoratori agricoli impiegati nella produzione di cacao. Queste persone producono più del 90% del cacao mondiale in piccole piantagioni a conduzione familiare, con estensioni medie tra i 2 e i 5 ettari, che rappresentano l’attività e l’entrata più cospicue per chi ci lavora”.

Il punto più basso di un mercato che garantisce vendite annuali di cioccolato per 100 miliardi di dollari ogni anno, si registra in Costa d’Avorio, il principale Paese produttore di cacao. Qui “i piccoli coltivatori di cacao dovrebbero incassare 10 volte di più dalla vendita del raccolto per arrivare almeno alla soglia di povertà estrema e 16 volte di più per superare la linea di povertà standard”. Lo squilibrio è la regola nel mercato del cacao: l’Africa ne produce il 73% del monte globale, consumando però meno del 3% del cioccolato. Con la beffa di un prezzo -quello del cacao- subordinato alla volatilità dei mercati internazionali (borse di Londra e New York).

L’ingiustizia sociale è “evidente” e per questo è necessario che gli attori della filiera prendano nota -e mettano in pratica- dei sei punti cardine dell’iniziativa di Agices e Altrocioccolato. Primo, “aggregare i piccoli produttori in forma cooperativa”, per favorire un “maggior coinvolgimento e una maggiore consapevolezza dei meccanismi di mercato”. Secondo (prezzo equo) “pagare ai produttori un prezzo minimo, anche nel caso in cui le quotazioni internazionali del cacao siano più basse”. Terzo (relazioni dirette) “tentare di instaurare relazioni commerciali quanto più possibile dirette con le organizzazioni di base dei produttori”. Quarto (continuità delle relazioni) “prevedere investimenti e diminuire la dipendenza dai grandi buyers internazionali”. Quinto: trasparenza e tracciabilità su tutto l’arco della filiera del prodotto. Sesto, ma non meno importante, investire in qualità e biologico.

I destinatari del manifesto sono anche e soprattutto i decisori politici. Cui è rivolto un invito: andare a leggersi la monografia sul cioccolato curata dai promotori del manifesto che qui riportiamo integralmente. Per un commercio 100% senza multinazionali, sfruttamento minorile, disuguaglianze di genere, salari iniqui, OGM, attacchi all’ambiente e all’identità.

QUI la ricerca.

Fair Trade a colazione

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(Sergi Corbalán, coordinatore del Fair Trade Advocacy Office, con Nyagoy Nyong’o, direttrice di Fairtrade Africa e Linda McAvan, chair of the European Parliament’s Committee on Development and of the Fair Trade Working Group. A destra Giorgio Dal Fiume)

Il gruppo di lavoro sul commercio equo insediato presso il Parlamento europeo ha dato vita all’inizio di ottobre ad una Fair Trade Breakfast. Ad aprire le danze dell’incontro è stata Linda McAvan, punto di riferimento del gruppo di lavoro, che ha dato il la all’iniziativa al cospetto di 50 parlamentari europei.

Dal lavoro svolto nella scorsa legislatura -supportata anche dai nuovi vice presidenti nominati Sirpa Pietikäinen, Judith Sargentini, Charles Goerens e Helmut Scholz- agli obiettivi del Fair Trade dentro i confini comunitari.

Tra i relatori anche Giorgio Dal Fiume*, presidente della World Trade Fair Organisation Europ, che ha dato ampio spazio all’illustrazione delle attività e al funzionamento delle filiere del commercio equo nel Sud del Mondo.

* Con un percorso alle spalle di formatore sui temi ambientali, sociali e dell’interculturalità, il suo impegno nel mondo della cooperazione internazionale lo ha portato a scoprire il Commercio Equo e Solidale ed a fondare – con altri amici – nel 1992 a Bologna la Bottega del Mondo Ex Aequo. Da allora non ha più smesso: nel 1998 diventa Presidente di Ctm altromercato (il principale importatore italiano Fair Trade), carica che mantiene fino al 2007. Dal 2008 membro del Board di WFTO-Europa, di cui diviene presidente dal 2010. Per diversi anni è stato anche “esperto” del Fair Trade Advocacy Office di Bruxelles, con ripetute frequentazioni in incontri/eventi dell’Unione Europea. Per 3 anni è stato anche membro del CdA di Altreconomia, e dal 2010 è nel Direttivo di AGICES (Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale). E’ autore di testi e numerosi articoli sui temi Commercio Equo, Economia solidale/sociale, intercultura.

Siracusa, la nuova casa del commercio equo

Il commercio equo e solidale e la finanza etica hanno una nuova casa: quella dei cittadini siracusani, il Comune. Nella seduta del Consiglio comunale del 18 settembre 2014, infatti, è stata approvata all’unanimità la mozione sul Commercio equo e solidale e finanza etica, presentata dal consigliere Alessandro Acquaviva

L’amministrazione comunale ha riconosciuto così l’importanza di questi due strumenti nel favorire una cooperazione socialmente ed ecologicamente sostenibile tra Nord e Sud del mondo e nello sviluppo di un territorio, contro le attuali “relazioni inique” (dal testo della delibera). Tra i “considerato” spazio anche per le “cooperative di Mutua Auto Gestione (MAG), nonché la BANCA ETICA il cui scopo statutario è quello di raccogliere risparmi da destinare con decisioni trasparenti e democratiche al sostegno di iniziative ed attività socialmente utili e al finanziamento dei produttori del Sud del mondo attraverso il commercio equo e solidale, assicurando così il finanziamento anche a gruppi, associazioni e cooperative che non possono avere accesso al credito del sistema bancario tradizionale”. Inoltre, si è impegnata formalmente a tenere in considerazione la particolarità di questo tipo di commercio e di finanza, sostenendone la crescita a livello locale.

Tra i riconoscimenti spicca quello riservato a chi pratica un commercio equo sul territorio. Si legge infatti nel testo approvato dal Consiglio comunale che “sul territorio comunale operano attivamente con iniziative pubbliche , l’Associazione Ad Gentes, con sede presso le Suore Francescane di Siracusa in via delle Olimpiadi 29 e la coop. sociale ONLUS Francisca Martin. che si occupano di commercio equo-solidale con la gestione di un punto vendita in corso Timoleonte 77-79 (nati rispettivamente a Siracusa nel 1988 e nel 1994) con oltre 45 soci residenti a Siracusa e provincia”.

Ha espresso forte soddisfazione anche Pippo Giaquinta, presidente della cooperativa sociale Francisca Martin, che come riconosciuto dal Comune è da oltre 25 anni impegnata sul territorio siracusano nella promozione del Commercio Equo e Solidale. “L’approvazione della mozione è un segnale importante del riconoscimento del lavoro svolto dalla cooperativa” -ha dichiarato Giaquinta- “che, tramite la bottega ‘L’altromercato’ situata in Corso Timoleonte 77/79, sostiene ogni giorno un modello economico alternativo, basato su relazioni paritarie tra Nord e Sud del mondo nel pieno rispetto e nella promozione dei diritti umani fondamentali”.

Siracusa, la nuova casa del commercio equo

Comune-di-Siracusa

Il commercio equo e solidale e la finanza etica hanno una nuova casa: quella dei cittadini siracusani, il Comune. Nella seduta del Consiglio comunale del 18 settembre 2014, infatti, è stata approvata all’unanimità la mozione sul Commercio equo e solidale e finanza etica, presentata dal consigliere Alessandro Acquaviva

L’amministrazione comunale ha riconosciuto così l’importanza di questi due strumenti nel favorire una cooperazione socialmente ed ecologicamente sostenibile tra Nord e Sud del mondo e nello sviluppo di un territorio, contro le attuali “relazioni inique” (dal testo della delibera). Tra i “considerato” spazio anche per le “cooperative di Mutua Auto Gestione (MAG), nonché la BANCA ETICA il cui scopo statutario è quello di raccogliere risparmi da destinare con decisioni trasparenti e democratiche al sostegno di iniziative ed attività socialmente utili e al finanziamento dei produttori del Sud del mondo attraverso il commercio equo e solidale, assicurando così il finanziamento anche a gruppi, associazioni e cooperative che non possono avere accesso al credito del sistema bancario tradizionale”. Inoltre, si è impegnata formalmente a tenere in considerazione la particolarità di questo tipo di commercio e di finanza, sostenendone la crescita a livello locale.

Tra i riconoscimenti spicca quello riservato a chi pratica un commercio equo sul territorio. Si legge infatti nel testo approvato dal Consiglio comunale che “sul territorio comunale operano attivamente con iniziative pubbliche , l’Associazione Ad Gentes, con sede presso le Suore Francescane di Siracusa in via delle Olimpiadi 29 e la coop. sociale ONLUS Francisca Martin. che si occupano di commercio equo-solidale con la gestione di un punto vendita in corso Timoleonte 77-79 (nati rispettivamente a Siracusa nel 1988 e nel 1994) con oltre 45 soci residenti a Siracusa e provincia”.

Ha espresso forte soddisfazione anche Pippo Giaquinta, presidente della cooperativa sociale Francisca Martin, che come riconosciuto dal Comune è da oltre 25 anni impegnata sul territorio siracusano nella promozione del Commercio Equo e Solidale. “L’approvazione della mozione è un segnale importante del riconoscimento del lavoro svolto dalla cooperativa” -ha dichiarato Giaquinta- “che, tramite la bottega ‘L’altromercato’ situata in Corso Timoleonte 77/79, sostiene ogni giorno un modello economico alternativo, basato su relazioni paritarie tra Nord e Sud del mondo nel pieno rispetto e nella promozione dei diritti umani fondamentali”.

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Qui il testo della mozione:

Comune di Siracusa

Il Consiglio Comunale di Siracusa, vista la risoluzione del Parlamento Europeo n. PE 178. 921 del 19/1/1994 in cui:

1) Si prende consapevolezza che le relazioni commerciali inique rappresentano un fattore determinante dello squilibrio tra Nord e Sud del pianeta, che un numero sempre maggiore di cittadini è disposto anche a sacrifici personali per cercare di porvi rimedio e che a questo fine sono già esistenti, negli Stati membri della Comunità e in altri paesi europei, numerose organizzazioni che non puntano solo al profitto e associazioni internazionali che mirano a favorire il commercio equo e solidale tra Nord e Sud e che in Europa e nell’emisfero meridionale esistono già centinaia di cooperative e di imprese il cui obiettivo è la produzione e la commercializzazione di prodotti in condizioni socialmente ed ecologicamente più sostenibili;
2) Viene considerato che negli ultimi decenni numerosi progetti di aiuto allo sviluppo hanno disatteso le prospettive sociali ed economiche e non sono riusciti a risanare disoccupazione e povertà, danni sociali ed ecologici e indebitamento, e che le proposte della quarta relazione annuale 1993 dell’UNDP (United Nations Development Program – Programma di sviluppo dell’ONU) hanno espressamente suggerito la creazione di mercati “comunity and people friendly” (vicini alla gente e alle comunità);
3) Vengono riconosciuti i risultati positivi raggiunti da diversi movimenti a favore di un commercio equo e solidale che, seppur ancora in forma pionieristica, è divenuto una parte essenziale di un nuovo modo di intendere una cooperazione socialmente ed ecologicamente sostenibile tra Nord e Sud;
4) Viene auspicata tutta una serie di interventi di sostegno e di promozione in varie forme (fiscali, economiche, di formazione ecc…) a livello comunitario e degli Stati membri nei confronti del commercio equo e solidale;

CONSIDERATO

· che le relazioni inique rappresentano un fattore determinante dello sviluppo strutturale tra Nord e Sud del pianeta;
· che negli ultimi decenni numerosi progetti di aiuto allo sviluppo hanno disatteso le aspettative sociali, economiche e d ambientali dei popoli del Sud del mondo;
· che il commercio equo e solidale è una proposta innovativa in grado di favorire lo sviluppo di una cultura solidale capace di promuovere la pacifica convivenza e l’interscambio culturale tra i popoli con l’impegno e la collaborazione anche del semplice cittadino;
· che le proposte dei movimenti impegnati a favore del commercio equo e solidale sono divenute parte essenziale di un nuovo modo di intendere la cooperazione socialmente, economicamente e ambientalmente sostenibile tra Nord e Sud del mondo;
· che già da anni operano nel nostro Paese le cooperative di Mutua Auto Gestione (MAG), nonché la BANCA ETICA il cui scopo statutario è quello di raccogliere risparmi da destinare con decisioni trasparenti e democratiche al sostegno di iniziative ed attività socialmente utili e al finanziamento dei produttori del Sud del mondo attraverso il commercio equo e solidale, assicurando così il finanziamento anche a gruppi, associazioni e cooperative che non possono avere accesso al credito del sistema bancario tradizionale;
· che mozioni di sostegno al commercio equo solidale sono gia’ state approvate da Consigli regionali (Friuli Venezia Giulia, Marche) e da Consigli comunali (Bologna, Padova, Genova, Roma, ecc.)
· che già da anni in Italia alcune associazioni e/o cooperative senza scopo di lucro si occupano di commercio equo e solidale
· che sul territorio comunale operano attivamente con iniziative pubbliche , l’Associazione Ad Gentes, con sede presso le Suore Francescane di Siracusa in via delle Olimpiadi 29 e la coop. sociale ONLUS Francisca Martin. che si occupano di commercio equo-solidale con la gestione di un punto vendita in corso Timoleonte 77-79 (nati rispettivamente a Siracusa nel 1988 e nel 1994) con oltre 45 soci residenti a Siracusa e provincia.

RICONOSCE

· che il commercio equo e solidale è uno strumento fondamentale per lo sviluppo dei Paesi poveri e rappresenta un contributo importante per la soluzione dei problemi legati all’emigrazione dei Paesi del Sud del mondo verso quelli del Nord;
· che il rapporto tra Paesi ricchi e Paesi poveri non è legato solo agli aiuti ma anche da un commercio diverso, fondato non esclusivamente sul profitto ma anche e soprattutto sulla volontà di riconoscere ai produttori del Sud il giusto prezzo che consenta loro una vita dignitosa;
· che la costituzione di enti, associazioni, istituti e soggetti giuridici che si occupano di “Finanza etica” possano costituire:
1) strumenti importanti per il finanziamento di imprese e cooperative locali, nazionali e internazionali che operano nel campo sociale favorendo in tal modo l’attenzione ai più deboli e la salvaguardia dell’ambiente.
2) Un’alternativa possibile ai molti traffici economici che oggi finanziano il mercato delle armi, il riciclaggio di denaro sporco e tutte quelle attività che oggi sono il freno ad un pieno sviluppo per tutti i popoli della terra.

IMPEGNA

Il Sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo a tenere in considerazione la particolarità di questo tipo di commercio favorendo lo sviluppo anche attraverso l’individuazione di convenzioni, agevolazioni, autorizzazioni, forme di finanziamento finalizzate all’attività promozionale con l’uso di tali prodotti nelle varie attività di ristorazione collettiva come mense scolastiche,convegni, laboratori e attività culturali ed in particolare:
· favorendo le iniziative riguardanti la Finanza etica.
· agevolando l’utilizzo di locali comunali, provinciali o regionali, dismessi o riconvertibili a tal fine.

INOLTRE IMPEGNA

Il Sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo a farsi interpreti presso il Consiglio Comunale affinché venga accolta la risoluzione del Parlamento Europeo e siano adottati dai Paesi membri gli atti necessari a renderla operativa.