Aiutare persone in difficoltà non è un crimine, è un dovere.

Come movimento italiano del Commercio Equo e Solidale esprimiamo la nostra solidarietà agli uomini e alle donne che ogni giorno, in diverse situazioni e in condizioni spesso critiche, salvano la vita di persone che fuggono da luoghi in cui sono vittime di povertà, di guerra, di persecuzioni.

Dopo mesi in cui una parte della politica e di alcuni media ha cercato di screditare l’operato delle organizzazioni non governative e delle associazioni che da anni si occupano di aiutare rifugiati e migranti in mare, nel nostro paese e in tutta Europa, ribadiamo ancora una volta che siamo indignati di fronte al caso della guida alpina francese che soccorre una donna all’ottavo mese di gravidanza portandola in ospedale ed ora rischia 5 anni di carcere*.

Siamo indignati dal caso della nave spagnola Open Arms che ha soccorso 117 migranti rifiutandosi di consegnarli ad una motovedetta libica che li inseguiva armati ed i cui operatori ora sono indagati per Associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina.

La solidarietà non è un reato – non esiste nessun reato di solidarietà. In nessun modo un individuo o un gruppo di persone di una organizzazione, che si riuniscono per soccorrere persone in pericolo dovrebbero essere accusate di “associazione a delinquere”.

Come movimento italiano del Commercio Equo e Solidale da più di 30 anni aiutiamo persone e organizzazioni a migliorare le condizioni di vita in Asia, Africa e America Latina, promuovendo condizioni di lavoro più umane ed un commercio improntato non allo sfruttamento ma all’equità. Affrontiamo le sfide poste da un sistema economico che esclude invece di includere chi ha meno possibilità e in questi anni il lavoro si è fatto più intenso anche in Italia per confermare l’impegno per uno sviluppo equo e dignitoso per tutti/e.

Siamo fieri di avere anche la parola Solidale nel nostro nome e continueremo ad operare nei contesti di povertà ed esclusione per promuovere opportunità di crescita e di un commercio che garantisca benessere per le comunità e per i lavoratori.

La solidarietà non è un crimine – come citano anche medici e infermieri della organizzazione Freedom Mountain – dopo il caso della guida alpina francese.

Ci associamo ai numerosi appelli di sostegno alle persone e alle organizzazioni impegnate oggi nel difficile compito di salvare vite umane e destini di donne e uomini che cresceranno e nasceranno in questa Europa.

Cresce la presenza femminile nelle posizioni dirigenziali delle organizzazioni del Fair Trade

Uno dei pilastri fondanti del Commercio Equo e Solidale è la non discriminazione e l’uguaglianza di genere. Il nostro sesto principio richiede che nelle organizzazioni di Commercio Equo e lungo tutta la filiera produttiva, ci siano politiche che rispettino e promuovano la parità di genere e garantiscano parità dei salari e delle condizioni di lavoro.

Le organizzazioni di Commercio Equo a livello internazionale favoriscono questi processi attraverso capacity building e formazione per le donne e per i lavoratori.

E’ importante mantenere un’attenzione costante sul tema dell’ uguaglianza di genere e del rispetto dei diritti delle donne anche sul lavoro, poiché le situazioni di discriminazione sono ancora molto diffuse. Nonostante questo, come movimento del Commercio Equo possiamo ritenerci “parzialmente”soddisfatti.
Un recente studio di WFTO su 110 organizzazioni membri, ha rivelato che il 51% delle posizioni nei board/direzioni sono occupate da donne e il 52% dei direttori sono donne e il 54% delle posizioni dirigenziali sono ancora ricoperte da donne. 

 

fonte – WFTO 2018

 

Non basta questo a farci pensare che possiamo considerarci “bravi” e dare un considerevole apporto al raggiungimento di alcuni degli obiettivi posti anche dalla nuova Agenda 2030. Ciò che ci spinge a continuare a perseguire questa strada è la voce delle donne che ogni giorno lavorano nelle organizzazioni di Commercio Equo e ne traggono beneficio per se stesse e per le proprie realtà dando reali opportunità di crescita anche alle comunità in cui vivono.

Vi invitiamo a leggere le storie di alcune delle operatrici delle organizzazioni produttrici in diverse aree del mondo in cui lavoriamo, raccolte da WFTO – organizzazione mondiale del commercio equo.

QUI il video della campagna #GenderEqualityNow #PressForProgress promossa da WFTO.

QUI il link alla campagna. QUI una delle storie di una delle produttrici.

Ma cosa fare per supportare la crescita delle competenze e del’imprenditorialità femminile?:

  • diventa un/a consumatore/trice di prodotti di Commercio Equo, molti dei prodotti che trovi sui siti dei nostri soci e importatori sono prodotti da donne;
  • se sei un imprenditore o un’imprenditrice scegli materie prime del Commercio Equo e Solidale guardando tra quelle proposte dai nostri soci, importatori e produttori
  • racconta le storie delle donne nella tua impresa e condividi le storie di successo delle donne nel Commercio Equo con la campagna
  • #GenderEqualityNow  #PressForPorgress

Per informazioni sui prodotti e produttori web@equogarantito.org.