Bando per enti locali e organizzazioni della società civile su SDG 12

Bando per partnership innovative tra organizzazioni della società civile ed enti locali per promuovere produzione e consumo responsabili. – Scadenza 29 marzo 2019.

Il bando è promosso dal Fair Trade Advocacy Office e ha come obiettivo quello di sostenere progetti di advocacy realizzati da enti locali e organizzazioni della società civile per promuovere la produzione e il consumo responsabili e il raggiungimento dell’ SDG 12.

Le proposte di progetto dovranno contribuire ai seguenti obiettivi specifici:

  • sviluppare e promuovere approcci innovativi per promuovere la produzione e il consumo sostenibile a livello locale e in particolare il Commercio Equo e Solidale e la moda etica;
  • aumentare la visibilità di questi approcci verso i decisori politici per incoraggiare il loro supporto e impegno a livello locale;
  • facilitare la costruzione di capacità condivise tra enti locali e società civile attraverso il lavoro di rete e la conoscenza condivisa.

Le attività che possono essere finanziate sono:

  • attività di sensibilizzazione e informazione
  • scambio di conoscenze e buone pratiche tra enti locali e organizzazioni della società civile
  • attività di advocacy – coinvolgimento di rappresentanti politici a livello locale, regionale o nazionale e/o dei membri del Parlamento Europeo dei paesi coinvolti nel progetto
  • la divulgazione dei risultati dell’azione per assicurare la visibilità e la messa a conoscenza dell’attività verso i decisori politi europei.

Contributo massimo concesso: 9.000,00 euro (che rappresenta 90% del budget totale).

La scadenza per la presentazione dei progetti è il 29 marzo, ore 17.00.

Qui tutte le informazioni sul bando e le modalità di partecipazione.

QUI il link ai documenti per la presentazione.

QUI il link al sito di riferimento per il bando.

Per ulteriori chiarimenti scrivere a: web@equogarantito.org o a Fabienne Yver, Fair Trade Advocacy Office yver@fairtrade-advocacy.org.

Bando aperto per ospitare il prossimo Fair Trade International Symposium

E’ aperta la call per la ricerca dell’ente ospitante del prossimo Fair Trade Symposium – l’incontro di ricercatori ed esperti sul Commercio Equo e Solidale a livello internazionale.

L’edizione 2018 si è tenuta presso l’Università di Portsmouth e ha visto oltre 80 partecipanti confrontarsi su innovazione e buone pratiche in materia di Fair Trade europeo e internazionale.

Ospitare l’incontro permette di ampliare la rete di conoscenze e di ricerca legata al Commercio Equo e Solidale e di collegarsi a nuovi partner e soggetti internazionali che stanno sperimentando modelli di produzione sostenibili ed equi.

Cosa fare per candidare Università o enti interessati?

Per partecipare alla selezione di ente ospitante basta inviare una lettera di motivazione di 500 battute allegando le risposte agli 8 criteri di ammissione richiesti e la lettera di conferma da parte dell’istituzione che si intende presentare.

Le domande per ospitare il prossimo incontro dovranno pervenire al Fair Trade Advocacy Office entro il 15 Aprile 2019.

QUI il link alla call for host con tutti i dettagli e le specifiche.

 

Per informazioni scrivere a: corbalan@fairtrade-advocacy.org oppure a web@equogarantito.org.

Welcoming Europe – Firma il 12 gennaio nelle botteghe Altromercato per l’Europa che accoglie

Welcoming Europe – è l’iniziativa dei cittadini europei (ICE) che chiede all’Europa un maggiore impegno per l’accoglienza, la protezione delle persone da ogni forma di abuso e sfruttamento e la creazione di passaggi sicuri e legali verso i paesi disposti ad accogliere richiedenti asilo e rifugiati. L’obiettivo è il raggiungimento di un milione di firme da raccogliere in 12 mesi, per la presentazione della proposta alla Commissione Europea.

Manca circa un mese alla chiusura della raccolta firme che terminerà a metà Febbraio 2019 e serve ancora un ultimo sforzo.

Equo Garantito aderisce alla proposta e si schiera dalla parte di chi accoglie e promuove forme di protezione per tutti coloro che cercano asilo e fuggono da situazioni di guerra e ingiustizie.

Vi invitiamo a firmare sul sito della campagna oppure a passare nelle botteghe

Altromercato, che promuove la raccolta firme sabato 12 gennaio.

Qui la mappa delle botteghe che hanno aderito e dove poter firmare.


QUALI SONO LE RICHIESTE E LE PROPOSTE DELLA ICE?

La proposta ha 3 principali obiettivi:

Decriminalizzare la solidarietà

In ben 12 paesi dell’Unione Europea distribuire alimenti e bevande, dare un passaggio, comprare un biglietto o ospitare un migrante sono comportamenti per cui è possibile ricevere una multa o addirittura essere arrestati dalle autorità. Punire questi comportamenti significa punire l’aiuto umanitario e riconoscere il reato di solidarietà.

Cosa si propone: che la Commissione fermi quei governi che stanno criminalizzando i volontari. I cittadini europei dovrebbero essere in grado di offrire aiuti umanitari e assistenza a tutte le persone bisognose, indipendentemente dal loro status, senza timore di sanzioni o azioni penali. Vogliamo che la Commissione Europea modifichi in questo senso l’attuale direttiva dell’UE sul favoreggiamento (2002/90 /CE).

Creare passaggi sicuri

Dal 1990 a oggi sono morti più di 34 mila migranti nel tentativo di raggiungere via mare l’Europa. L’apertura di vie d’accesso legali e sicure verso paesi disposti ad accogliere rappresenta spesso la sola opportunità di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.

Vogliamo vie sicure di ingresso complementari e addizionali ai programmi nazionali di resettlement e, in questo senso, la società civile può offrire un contributo rilevante. Le sponsorship private, inoltre, hanno un ruolo importante nel facilitare l’integrazione dei rifugiati appena arrivati nei territori grazie al sostegno e alla mobilitazione delle comunità, di gruppi religiosi, di organizzazioni non governative, di aziende private e di famiglie di rifugiati reinsediati.

Cosa si chiede: che la Commissione Europea modifichi il Regolamento Ue 516/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio e attivare un nuovo programma di finanziamento nell’ambito del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) per sostenere i programmi di sponsorship privata della società civile affinché sempre più cittadini e associazioni possano essere

Proteggere le vittime di abusi

Molti migranti sono vittime di sfruttamento lavorativo, abusi o violazioni dei diritti umani, in particolare alle frontiere, ma trovano grandi difficoltà nell’accesso alla giustizia. Eppure tutte le persone, indipendentemente dalla loro condizione, devono essere tutelate.

Vogliamo proteggere tutte le persone, indipendentemente dalla loro condizione, e garantire giustizia alle vittime di sfruttamento lavorativo e di violazioni dei diritti umani.

Cosa si chiede: protezione per tutte le persone, indipendentemente dal loro status e garanzie di accesso alla giustizia. Vogliamo introdurre in tutti gli Stati membri meccanismi che permettano alle vittime di presentare ricorsi e sporgere denunce in modo sicuro, dando piena attuazione a quanto previsto nella normativa UE (le direttive 2009/52/CE; 2012/29/UE; 2011/36/UE; 2004/81/CE del Consiglio/CE) e dalle legislazioni nazionali. Chiediamo tutele nel caso di violazioni dei diritti fondamentali alle frontiere compiute da parte della Agenzia Europea della Guardia di Frontiera e Costiera, dei corpi militari impiegati nel controllo alle frontiere da parte dei singoli Stati membri e soprattutto delle forze dei paesi terzi sostenuti dall’UE o dai singoli Stati membri. Qualora non sia garantito un meccanismo adeguato di tutela, la Commissione Europea o il singolo Stato membro devono sospendere il supporto finanziario e tecnico fornito.

Si chiede alla Commissione di mettere mano a una nuova legislazione per portare a compimento l’introduzione di canali di accesso per lavoro a livello europeo, colmare le lacune nel quadro giuridico dell’UE sulla migrazione legale e regolamentare i settori che riguardano i lavoratori non altamente qualificati.

QUI per vedere chi ha aderito alla proposta.

 

Il Valore dei “SALDI”

I saldi sono iniziati e ormai tutti sono attenti a cercare il capo migliore ad un prezzo stracciato immaginando di poter acquistare ciò che non sempre ci concediamo.

Vige il “Decalogo per evitare le fregature” per il cliente, ma quello per il produttore?

Il valore dei SALDI equo solidali conviene al cliente che cerca prodotti buoni, di qualità e realizzati in una filiera responsabile e sostenibile e al produttore a cui è garantito il pagamento del prezzo pieno della merce prodotta.

Tutte le organizzazioni di Commercio Equo e Solidale aderenti a Equo Garantito devono assicurarsi che per ogni canale di vendita, in caso di riduzione del prezzo consigliato (saldi, vendite promozionali, sconti) venga esplicitato in una specifica comunicazione al pubblico, che la riduzione effettuata non ha conseguenze rispetto al prezzo equo pagato alle organizzazioni di produttori. In questo modo il Commercio Equo e Solidale, garantisce la giusta remunerazione dei beni prodotti non mettendo a rischio la stabilità dei partner produttori.

Buoni acquisti! E se non l’avete ancora fatto, c’è ancora più di un mese di tempo per provare e scegliere tutti i prodotti del Commercio Equo e Solidale scontati nelle botteghe e negli altri punti vendita.

Cerca la bottega più vicina a te qui.

 

Storie di Donne Eque

EMPOWhER – Una prospettiva di genere sul Commercio Equo e Solidale è la nuova pubblicazione lanciata dalla rete di organizzazioni aderenti a Veneto Equo, che affronta i temi delle pari opportunità, della violenza sulle donne e dell’empowerment femminile nelle organizzazioni del Commercio Equo e Solidale del mondo.

Un approfondimento su una tematica importante, che nasce dall’esperienza delle formatrici di Veneto Equo e si propone di dare spunti per la lettura di determinati fenomeni riguardanti la questione di genere attraverso casi studio, laboratori e analisi.

I numeri sulla condizione femminile nel mondo parlano da soli e il 2017 è stato un anno nero – come segnalato dal Global Gender GAP Reoport “per la prima volta dal 2006, è aumentato il divario nella parità nell’accesso a salute,istruzione, politica e lavoro”.

“Crediamo che le donne possano essere protagoniste di un cambiamento ma ciò è possibile solo se tutti ci impegniamo. Dobbiamo essere più consapevoli di quanto sia ancora difficile per le donne, a Nord e a Sud,avere determinati diritti e raggiungere determinate posizioni. Il Commercio Equo offre la possibilità alle donne di emanciparsi, acquisire diritti, capacità, forza. Vogliamo dirlo forte e chiaro: ecco il perché di questa pubblicazione – ci dice Marta Fracasso di Unicomondo e formatrice sui temi del Commercio Equo e Solidale della rete Veneto Equo.

La pubblicazione contiene anche una sezione con alcuni esempi di attività da svolgere nelle scuole, un piccolo aiuto per chi volesse affrontare in aula (ma anche fuori) questo tema con bambine, bambini e ragazze e ragazzi.

Nei percorsi di educazione alla cittadinanza globale, promossi dalle organizzazioni di Commercio Equo e Solidale in tutta Italia, questo è un tema che non manca mai e che affrontiamo sempreconferma Marta Fracassocerchiamo di creare una relazione fra nord e sud del mondo e di parlare delle differenze che ancora oggi caratterizzano la condizione femminile nei diversi contesti.

La rete Veneto Equo – nata nel 2010 a seguito dell’approvazione della legge regionale sul Commercio Equo e Solidale, ha all’attivo numerosi progetti che hanno premesso la realizzazione di molte azioni: incontri a scuola, formazione di volontari e operatori delle realtà del Commercio Equo, diversi tour di produttori in varie città della Regione e non solo, video, pubblicazioni, spettacoli teatrali, rassegne cinematografiche, eventi pubblici di piazza ed eventi con i giovani.

Anche Equo Garantito è tra le organizzazioni aderenti alla rete e insieme ai propri soci, contribuisce alla promozione e realizzazione delle attività condividendo le buone pratiche anche su tutto il territorio nazionale.

QUI la pubblicazione da scaricare.