E’ ora di Fashion Revolution – 23 e 24 aprile chiedi alla moda #whomademyclothes?

Dal 2013 dopo crollo del Rana Plaza in Bangladesh che ha causato oltre 1000 morti e più di 2000 feriti, la Campagna internazionale Fashion Revolution chiama a raccolta per una settimana, in più di 50 Paesi del mondo, tutti coloro che vogliono creare un futuro etico e sostenibile per la moda, chiedendo maggiore trasparenza lungo tutta la filiera fino al consumatore.

Il 23 e 24 aprile unisciti a Equo Garantito, Altromercato e Altraqualità per promuovere una maggiore consapevolezza rispetto a ciò che si nasconde dietro ai vestiti che indossiamo e dell’impatto globale della moda, seconda industria più inquinante al mondo dopo quella petrolifera.

Qual’è il nostro obiettivo?

Catalizzare un cambiamento positivo nella moda e dimostrare come un nuovo modello economico ed un consumo responsabile sono possibili, attraverso la valorizzazione di realtà che realizzano capi secondo una filiera etica, come avviene nel Commercio Equo e Solidale.

Come fare per partecipare alla Fashion Revolution?

Per far parte del grande movimento che nella settimana tra il 22 e il 28 aprile sarà visibile in tutto il mondo, basterà indossare gli abiti al contrario, con l’etichetta bene in vista, fotografarsi e condividere le foto attraverso i social media con l’hashtag #WhoMadeMyClothes e #FashRev , taggando Altromercato, AltraQualità ed Equo Garantito.
Moltissime botteghe che aderiscono all’iniziativa in tutta Italia vi aspettano, in particolare nelle giornate del 23 e 24 aprile.

 

A questo LINK scopri come partecipare 

 

Quindi se non l’hai ancora fatto comincia da oggi scegliendo i capi di moda da filiera etica, o di seconda mano e consumando in modo sostenibile.

Non mancate il 23 e il 24 aprile nelle Botteghe Altromercato,  nelle Botteghe di Equo Garantito e fotografatevi con il cartello ufficiale della campagna.

#WhoMadeMyClothes

The Fair Times – lo sguardo all’Europa del 2024 più equa e sostenibile

COMUNICATO STAMPA
Un’Europa più equa e sostenibile è quello che chiediamo ai prossimi parlamentari europei

Il movimento del Commercio Equo e Solidale insieme ad altre organizzazioni della società civile  europea, tra le quali CIDSE e FOCSIV, lanciano la campagna “The Fair Times” per chiedere  un’Europa più equa e sostenibile entro il 2024.

Milano, 18 aprile 2018 – Cinque organizzazioni europee della società civile hanno unito le forze per sollecitare i prossimi candidati alle elezioni europee sul tema della produzione e del consumo responsabili. The Fair Times è la campagna che le unisce in vista delle elezioni del 26 maggio 2019 che rinnoveranno il Parlamento europeo fino al 2024.

Sergi Corbalán, direttore esecutivo del Fair Trade Advocacy Office (FTAO) spiega: “Abbiamo pensato ad una campagna che parli a nome di molte organizzazioni della società civile europea e che danno voce alle proposte di trasformazione europea per un modello di produzione e consumo sostenibili e responsabili per l’uomo e per il pianeta”.

Equo Garantito, Fairtrade Italia, FOCSIV e Associazione Botteghe del Mondo, rilanciano in Italia la campagna “The Fair Times” promossa a livello europeo dal Fair Trade Advocacy Office, da IFOAM – organizzazione per l’agricoltura biologica, CIDSE (International family of Catholic social justice organisations), RIPESS Europe (la rete Europea per la promozione dell’economia solidale e sociale) ed ECOLISE (la rete europea delle iniziative di comunità sulla sostenibilità e la lotta al cambiamento climatico) per agire sui candidati e le candidate italiani.

La coalizione ha redatto e promosso “The Fair Times” un giornale ambientato nel 2024, anno nel quale terminerà il prossimo mandato legislativo, e ha l’obiettivo di fornire molti esempi di cosa può essere trasformato in termini di politiche adottate dall’Unione Europea per raggiungere la sostenibilità nella produzione e nei consumi.

Gli strumenti della campagna sono stati realizzati per i candidati al fine di fornire ispirazione per azioni concrete da realizzare una volta eletti al Parlamento Europeo. Si parla di tematiche come l’agricoltura biologica, la finanza etica e le iniziative locali per promuovere gli acquisti pubblici. Il giornale descrive le diseguaglianze e le differenze di potere nelle filiere produttive, promuove la solidarietà sociale delle imprese e richiama l’attenzione sull’azione di difesa delle risorse naturali costantemente minacciate.

Giovanni Paganuzzi presidente di Equo Garantito afferma che: “l’impegno delle organizzazioni italiane di Commercio Equo e Solidale per la costruzione di una società più giusta e sostenibile è sempre stato al centro delle nostre attività. L’attivazione e il dialogo con le istituzioni sui temi chiave dello sviluppo locale e globale è una delle strade da perseguire per promuovere politiche di cambiamento anche a livello Europeo”.

“Interpretare la sostenibilità dalla parte degli agricoltori è la sfida che il prossimo Parlamento europeo dovrà affrontare: il commercio equo certificato si impegna da sempre per creare le condizioni affinché i contadini siano più forti e in grado di sostenere produzioni nel rispetto di standard ambientali, sociali ed economici”, spiega Giuseppe Di Francesco, presidente di Fairtrade Italia.

“Focsiv è impegnata da tempo nell’accompagnare le comunità più povere e vulnerabili a migliorare le loro condizioni di vita, e ciò richiede un forte impegno a trasformare un sistema di produzione e consumo che sfrutta le loro risorse in modo sostenibile. È per questo che le prossime elezioni del Parlamento europeo rappresentano un momento di cittadinanza attiva: i candidati dovranno informare sui loro programmi politici di trasformazione di un modello di produzione e consumo ingiusto e insostenibile, per rispondere alla crescente pressione dei giovani e delle comunità sfruttate.”  sottolinea Gianfranco Cattai, presidente FOCSIV.

“L’occasione delle elezioni europee è importante e imprescindibile per un futuro più equo, con una maggiore giustizia sociale. Le decisioni politiche sono l’ossatura istituzionale delle buone pratiche dei territori che le organizzazioni di commercio equosolidale promuovono. È fondamentale quindi, rilanciare il ruolo centrale delle istituzioni europee, come attivatori dei processi di sviluppo sostenibile, l’unico possibile per l’uomo e per il pianeta”, conclude Massimo Renno, presidente di Associazione Botteghe del Mondo.

Le elezioni europee sono un momento decisivo in cui i cittadini e la società civile possono far sentire la propria voce votando e mettendo al centro temi fondamentali per lo sviluppo dell’Europa. Attraverso la promozione delle buone pratiche che esistono in Europa e chiedendo una maggiore attenzione per le politiche ambientali, l’obiettivo della campagna è motivare i candidati a capire l’impatto degli attuali modelli di produzione e consumo. In tal senso, se eletti, attraverso il loro impegno ci potranno essere cambiamenti reali del processo decisionale a livello europeo.

The Fair times è stato realizzato grazie al contributo dei partner del network sopra citato e nell’ambito del progetto “Trade Fair Live Fair” EC-finanziato dalla EU Development Education and Awareness-Raising Programme. Maggiori info al sito www.thefairtimes.eu.

Per maggiori informazioni:

Cristina Sossan – Equo Garantito – cristinasossan@equogarantito.org, 349. 7829291

Elena Guzzonato – Fairtrade Italia – stampa@fairtradeitalia.it – 340.9832227

Giulia Pigliucci – Focsiv – ufficio.stampa@focsiv.it – 335.6157253

Gabriella D’Amico – Associazione Botteghe del Mondo – gabriella.damico2008@gmail.com – 335.6339542

Equo Garantito è l’associazione di categoria delle organizzazioni di Commercio Equo e Solidale italiane. Rappresenta nel Paese, nella società civile, con i media e le istituzioni locali e nazionali le esperienze e la cultura dei suoi Soci: organizzazioni non profit e Botteghe del Mondo che promuovono i prodotti e i principi di un’economia di giustizia fondata sulla cooperazione e su relazioni paritarie tra i soggetti che partecipano alla realizzazione di un bene. È depositaria della Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale e gestisce il Registro Italiano delle Organizzazioni di Commercio Equo e Solidale attraverso un sistema di controllo certificato.

Fairtrade Italia è il consorzio che dal 1994 rappresenta e promuove il Marchio di Certificazione Fairtrade e i valori del Commercio Equo e Solidale certificato sul territorio italiano. I soci di Fairtrade Italia sono organizzazioni non governative, associazioni, cooperative, consorzi e società che sostengono il Commercio Equo e Solidale, la cooperazione internazionale, l’azione sociale, la finanza etica, il rispetto dell’ambiente e la tutela dei consumatori.

FOCSIV è la Federazione degli Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario, oggi ne fanno parte 86 Organizzazioni che operano in oltre 80 paesi del mondo. Dalla sua nascita, nel 1972, FOCSIV e i suoi Soci, hanno impiegato 27.000 volontari internazionali e giovani in servizio civile che hanno messo a disposizione delle popolazioni più povere il proprio contributo umano e professionale. Un impegno concreto e di lungo periodo in progetti di sviluppo nei settori socio-sanitario, agricolo-alimentare, educativo-formativo, di tutela dell’infanzia e dell’adolescenza, di difesa dei diritti umani e della parità di genere, di rafforzamento istituzionale.

Associazione Botteghe del Mondo nasce nel 1991 come telaio per tessere tra le Botteghe del Mondo una rete di economia solidale sui territori e promuovere il Commercio Equo e Solidale, a tutti i livelli. Ha contribuito alla scrittura della Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale ed è proprietaria dei marchi Bottega del Mondo e di Tuttaunaltracosa, la fiera nazionale del Commercio Equo e Solidale.

Cambiare stile con la moda equosolidale

Vestirsi è una delle necessità di base per l’uomo e si stima che l’industria tessile potrà valere oltre 700 miliardi di dollari nei prossimi anni.

Il modo in cui ci si veste e ci si presenta, è diventato sempre più importante per rappresentare la propria personalità e creare interesse e per questo la scelta dei vestiti e degli abiti che indossiamo è spesso un veicolo per dare un messaggio su chi siamo e cosa scegliamo.

Se analizziamo un po più da vicino il tema della produzione di abiti e dell’industria del tessile, è molto facile vedere che queste produzioni sono tra le più inquinanti a livello globale a causa dell’utilizzo di prodotti chimici per le lavorazioni e colorazioni, ma non solo. Il recente e indimenticabile crollo del Rana Plaza, in Balgladesh nel 2013, che ha causato la morte e il ferimento di oltre 2500 persone che lavoravano per imprese di moda anche europee, in condizioni di lavoro pessime, è infatti l’altro lato oscuro della produzione del tessile.

Per dare qualche dato si stima che:

il 20% dell’inquinamento delle acque sia causato dall’industria tessile per trattamenti e colorazioni. Metalli pesanti, pesticidi e altri inquinanti vengono continuamente trovati nelle acque e nei terreni causando inquinamento a lungo termine per l’ambiente ma soprattutto per la salute dell’uomo che vive su quelle terre.

circa il 5% dello spazio nelle discariche sia occupato da rifiuti tessili

le donne siano la maggioranza dei lavoratori nel settore. In Cina sono circa il 70% dei lavoratori, in Bangladesh circa l’85% e in Cambogia raggiungono il 90% del totale e per molte di queste donne lo sviluppo e la crescita socio-economiche dipendono dalle condizioni di lavoro di questo settore, che sono quasi sempre scadenti.

Ciò che da anni viene denunciato da organizzazioni non governative ma anche internazionali è la mancanza di trasparenza nelle filiere produttive delle imprese che in molti casi hanno “dimenticato” il rispetto dei diritti umani dei lavoratori all’interno delle fabbriche, le giuste paghe e il rispetto dell’ambiente nei processi produttivi causando danni difficilmente riparabili.

Se le filiere sono opache e c’è poca informazione sulla produzione, anche il consumatore potrebbe non sapere da chi e come viene prodotta la sua T shirt, la sua giacca, i suoi vestiti.

In un mondo in cui si parla sempre più di sostenibilità a 360 gradi (economica, sociale e ambientale) e in cui il futuro dipenderà dalla capacità di promuovere modelli di economia circolare, di riduzione degli sprechi e dell’inquinamento nella produzione;  conoscere la filiera dei prodotti è quindi il primo passo per poter scegliere un indumento rispetto ad un altro, una marca rispetto ad un’altra e rappresentare il cambiamento attraverso ciò che si indossa e come ci si presenta.

 

Cosa scegliere quindi in un contesto in cui le tendenze cambiano molto più spesso delle stagioni e i prezzi “stracciati” ci permettono di comprare tutto in ogni momento?

Il Commercio Equo e Solidale ha da diversi anni molte proposte di prodotti che rispondono all’esigenza di vestire con materie prime di qualità e che siano realizzati attraverso filiere”sostenibili e solidali”.

 

 

L’obiettivo delle organizzazioni di Commercio Equo è quello di sostenere produttori svantaggiati, all’estero e in Italia, con cui realizzare prodotti di qualità, promuovendo crescita professionale e rispettando i diritti fondamentali dei lavoratori – pagando il giusto prezzo al produttore, promuovendo condizioni di lavoro adeguate e sicure, rafforzando la condizione della donna e l’ambiente in cui si produceutilizzando materie prime locali (es juta, seta, canapa, cotone biologico), dando vita a nuovi prodotti con materiali riciclati o di scarto che possono essere riutilizzati, evitando l’uso di componenti inquinanti.

(Sasha, Ethnic Lanna, Quid..)

I progetti di moda etica e sostenibile hanno creato opportunità di crescita per molti produttori nei paesi in cui siamo presenti aumentando competenze e capacità.

Dove trovare i prodotti della moda equosolidale?

Le linee di abbigliamento, moda e accessori – del Commercio Equo e Solidale – si possono trovare nelle Botteghe del Mondo QUI, oppure online, sui siti dei principali importatori e distributori.

 

Altromercato – e per saperne di più…

QUI per info sulla filiera e QUI per info su tutti i prodotti di moda etica

QUI per i produttori

 

 

 

 

Altraqualità – e per saperne di più…

QUI per info sui progetti di moda etica e trovare il tuo capo preferito.

QUI per la nuova linea accessori, QUI per info  sui produttori

 

 

EquoMercato – e per saperne di più…

QUI per la nuova linea accessori e borse

QUI per i produttori

 

 

 

 

Ram – e per saperne di più…

QUI la linea Smateria e la nuova collezione