La risposta di Equo Garantito all’articolo di Internazionale

In merito all’Articolo del Guardian pubblicato in italiano da Internazionale il 27 settembre col titolo “L’equo e solidale esiste ancora?”, desideriamo chiarire alcuni punti:

  • Il movimento del Commercio Equo e Solidale non solo esiste ancora ma continua ad essere trasformativo ed innovativo. E sin dalla nascita, parallelamente al sistema Fairtrade ed alla certificazione di prodotto, esiste l’approccio delle organizzazioni di Commercio Equo e Solidale, molte delle quali aderiscono a livello internazionale alla World Fair Trade Organisation ed al suo sistema di monitoraggio e, in Italia, ad Equo Garantito ed al suo sistema di garanzia.
  • Per completezza delle informazioni, è importante ricordare che esiste quindi una pluralità di organizzazioni del Commercio Equo e Solidale che svolge tutte le proprie attività, siano di produzione, distribuzione, vendita al dettaglio e sensibilizzazione, nel rispetto dei 10 Principi del Commercio Equo e Solidale: creazione di opportunità per produttori con svantaggi economici; trasparenza e responsabilità; pratiche commerciali eque e pagamento equo; assenza di sfruttamento del lavoro minorile e forzato; equità di genere e libertà di associazione; condizioni di lavoro sicure; capacity building; promozione del Commercio Equo e Solidale; rispetto dell’ambiente.
    In Italia Equo Garantito monitora, secondo uno standard condiviso, le attività dei propri oltre 70 soci – organizzazioni che svolgono vendita di prodotti del Commercio Equo e Solidale ed attività info educative e/o che importano i prodotti equosolidali direttamente dal sud del mondo.
    Le attività dei produttori nel sud del mondo, contadini ed artigiani che producono le materie prime o i prodotti finiti, sono monitorate da WFTO o dai sistemi di garanzia interni dei soci importatori, di cui Equo Garantito verifica il funzionamento. Il sistema di monitoraggio di Equo Garantito consta di 3 fasi: autovalutazione del rispetto dello standard compilata ogni anno dal socio; verifica interna della corretta compilazione anche con audit a campione svolti da valutatori qualificati, verifica esterna del funzionamento del sistema di garanzia svolta da un ente terzo che lo certifica.
  • Equo Garantito quindi non possiede i negozi, come indicato nel box “Da Sapere – L’equo e solidale in Italia”, che sono invece dei propri soci, associazioni e cooperative stanziate sul territorio italiano da Belluno a Modica, in 12 Regioni, e che svolgono un’attività informativa quotidiana “di vicinato” e inseriti nell’attivismo delle comunità locali. Le importazioni dirette dai produttori in Asia, Africa e America Latina sono gestite da 10 realtà socie di Equo Garantito: AltraQualità, Altromercato, Equo Mercato, La Bottega Solidale, La Bottega della Solidarietà, LiberoMondo, Quetzal, RAM, Shadhilly, Vagamondi.

A parte i toni provocatori e sensazionalistici del titolo e della copertina di Internazionale, l’articolo rende giustizia alla complessità del tema, ai meriti del Commercio Equo e Solidale ed ai rischi delle autocertificazioni delle aziende. Fairtrade Italia ha voluto correggere alcune imprecisioni dell’articolo pubblicando le risposte punto per punto. VAI ALL’ARTICOLO