L’appuntamento mondiale del Commercio Equo 2017 a Delhi dall’8 al 15 Novembre

Si avvicinano le date dell’appuntamento biennale dedicato al Commercio Equo e Solidale – la  14°World Fair Trade Conference 2017, sarà a Delhi in India, dal 9 al 13 novembre 2017.

Delhi ospiterà anche la World Fair Trade Week dall’ 8 al 15 novembre, evento organizzato da WFTO e Fair Trade Forum India (FTF-I), e l’ Organic World Congress dal 9 all’ 11 novembre.

Dopo il grande successo della precedente World Fair Trade Week 2015 realizzata a Milano da WFTO e Equo Garantito e molti altri soggetti del Commercio Equo e in collaborazione con il Comune di Milano, sono aperte le iscrizioni per partecipare al nuovo appuntamento che quest’anno ha come titolo ” Fair Trade a path to sustainable development”.

A questo link tutte le informazioni per partecipare e registrarsi.

Il Commercio Equo “made in France” – la guida pratica e i valori alla base

Il settore del Commercio Equo – made in France, è in continuo sviluppo. Grazie anche al supporto ricevuto a livello legislativo nel 2014, le iniziative sul territorio sono cresciute, così come i prodotti per i consumatori.

Commerce Equitable – made in France è la guida pratica per costruire filiere agricole e alimentari in Francia, realizzata dalla Piattaforma francese per il Commercio Equo e Solidale.

Una lettura interessante per conoscere meglio le riflessioni politiche del movimento francese sul tema produttori del Nord.

Buona lettura!

 

In UK la moda etica cresce sempre di più

E’ di qualche giorni fa l’articolo dellHuffPost che richiama l’attenzione su quanto il settore della moda etica sia in crescita in Gran Bretagna – non c’è dubbio che i nuovi consumatori abbiano cambiato abitudini e tendenze e che la consapevolezza della sostenibilità sia cresciuta con loro.

“Sustainability or responsible innovation is by far the biggest trend in the industry right now,” dice Eva Kruse, direttore esecutivo di Global Fashion Agenda – la sostenibilità e l’innovazione responsabile sono sicuramente i maggiori trend da seguire per l’industria.

Gli acquisti etici degli inglesi nel 2016 valevano 54 miliardi di sterline, circa il 7% della spesa totale in consumo, più di quanto si spenda in alcol o sigarette. Secondo la giornalista, il valore della moda etica è cresciuto dell’8% fino a 38 miliardi di sterline.

Se fino a un po di tempo fa la moda etica è stata trascurata, oggi la moda sostenibile è diventata trendy e accessibile per molti, e in particolare si pensa che circa il 70% dei Millenials sia disponibile a pagare di più per un brand che supporta cause etiche e responsabili.

Melissa Wheeler, autrice dell’articolo, sostiene che l’aspetto più interessante è che i consumatori “sono diventati più esigenti e vogliono acquistare bene”. Essere buoni consumatori è un modo di essere e qualcosa che chiediamo alle imprese.

Qui tutto l’articolo.

La rivoluzione del fashion è in atto, veniteci a trovare in bottega per i SALDI – trovate tutte le proposte e le collezioni!

Buon acquisto!

12 giugno – Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile

“Today, it is estimated some 168 million children remain trapped in child labour, many of them work full-time. Today, throughout the world, around 215 million children work, many full-time. They do not go to school and have little or no time to play. Many do not receive proper nutrition or care. They are denied the chance to be children.” ILO

Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro quindi ancora 168 milioni di bambini sono intrappolati nella gabbia dello sfruttamento del lavoro minorile, alcuni di essi anche a tempo pieno. Non vanno a scuola e hanno poco o nessun tempo per giocare e vivere la propria infanzia, in molti casi non ricevono adeguata alimentazione e cura – in sostanza viene loro negato il diritto di essere bambini.

In un recente articolo dell’ILO, uscito lo scorso 2 giugno, dedicato all’importanza del ruolo del modello cooperativo per creare lavoro e alleviare la povertà rispettando i diritti di tutti i lavoratori e lavoratrici – si conferma che, in generale, “circa 21 milioni di persone sono vittime di lavoro forzato, 11.4 milioni sono donne e bambine e 9.5 milioni sono uomini e ragazzi. Più del 90% delle vittime vengono sfruttati da individui o imprese mentre il restante 10% è coinvolto in forme di lavoro forzato statali o in gruppi ribelli. Il lavoro domestico, l’agricoltura, le costruzioni e l’intrattenimento sono tra i settori più coinvolti. I lavoratori migranti e le popolazioni indigene sono le categorie più colpite e vulnerabili al lavoro forzato”. ILO 

In questo contesto – nello stesso articolo – si sostiene che le imprese cooperative debbano ovviamente rispettare standard internazionali e pratiche di lavoro responsabili. Per alcune di queste però, tale obbligo è compreso e fa parte del set di valori alla base della costituzione e nascita delle cooperative stesse, che ne fanno quindi un pilastro della propria attività.

Il Commercio Equo e Solidale a livello italiano e internazionale, con le proprie organizzazioni tra cui molte cooperative di diversa forma, ne è un esempio concreto e il nostro 5° principio “assenza di sfruttamento del lavoro minorile e lavoro forzato” lo conferma.

Come sancito dalla nostra Carta italiana dei criteri

le organizzazioni di Commercio Equo e Solidale si impegnano a:

1. Garantire condizioni di lavoro che rispettino i diritti dei lavoratori sanciti dalle convenzioni OIL.
2. Non ricorrere al lavoro infantile e a non sfruttare il lavoro minorile, agendo nel rispetto della Convenzione
Internazionale sui diritti dell’Infanzia. 

Leggi tutto l’articolo dell’ILO QUI

QUI alcuni video per la giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile 

 

Equo Garantito presenta le buone pratiche sul Commercio Equo a Bruxelles

Oggi, a Bruxelles, Equo Garantito partecipa all’appuntamento organizzato dal Fair Trade Advocacy Office “Promoting Sustainable value chains by linking SMES to Fair Trade producers in the global south”

Al Parlamento Europeo si discute di come creare e supportare partnership efficaci tra produttori del Commercio Equo e piccole e medie imprese, partendo dalle esperienze già in atto in Europa e non solo.

Insieme a Eleonora Dalzotto, coordinatrice di Equo Garantito ci sarà anche Silvia Fontana di GALA Cosmetici.

Qui il programma.

Tra gli altri parteciperanno anche Bernd Lange, Chair of the European Parliament (EP) Committee on International Trade, e Dita Charanzová, Vice-Chair of the EP Committee on the Internal Market and Consumer Protection

Partecipa al Bando Enaip Veneto e parti per l’Europa con il Commercio Equo

Ancora pochi giorni per partecipare al bando promosso da Enaip Veneto in collaborazione con Equo Garantito, per la selezione di 8 giovani, laureati con meno di 30 anni, che avranno la possibilità di partecipare ad un percorso gratuito di formazione di lingua inglese della durata di 80 ore con certificazione finale e di fare un’esperienza della durata di 3 mesi in un Paese E.U., presso un’impresa o un’organizzazione partner che opera nell’ambito della cooperazione internazionale o del Commercio Equo e Solidale, realizzato grazie al programma Garanzia Giovani Veneto.

Per conoscere i dettagli del percorso e le modalità di partecipazione, scarica il bando e la domanda di partecipazione.

NUOVA SCADENZA PER L’ INVIO DELLA DOMANDA – 23 MARZO 2017

Bando di selezione: link download file
Domanda di partecipazione: link download file

Per informazioni: CLICCA QUI

 

Stop alla guerra in Siria – agire subito

Di fronte alle drammatiche immagini e notizie che arrivano da Aleppo non possiamo rimanere in silenzio.

La Comunità internazionale si deve interrogare su come fermare l’uccisione dei civili in fuga dall’assedio e dalla guerra che dura da più di 5 anni in Siria.

Possiamo agire in diversi modi:

  1. Firmare petizioni o appelli che sostengano lo stop al conflitto e darne visibilità sui propri canali web e social e nelle botteghe del Commercio Equo
  2. Organizzare eventi (es. nelle nostre botteghe) che parlino della situazione o aderire e partecipare ad eventi di altri soggetti sul territorio
  3. Sostenere le diverse organizzazioni che a livello locale e nazionale, stanno portando avanti azioni di accoglienza e collocamento dei rifugiati.

Equo Garantito, che nei giorni scorsi ha rilanciato l’appello di Medici senza Frontiere, aderisce alla proposta di lettera lanciata dall’Associazione delle Ong Italiane, che chiede al Consiglio di Sicurezza e alle Istituzioni delle Nazioni Unite, alle istituzioni europee, al Governo Italiano:

• la ferma condanna dell’eccidio in atto ad Aleppo da parte di tutte le forze militari in azione
• l’azione fattiva politico-diplomatica per il cessate il fuoco immediato che ad oggi è stato firmato solo dalla
Russia e non dal Governo di Assad, imponendo che l’accordo sia rispettato da tutte le parti
• l’invio di monitor ONU che assicurino anche l’uscita in sicurezza dei civili dalla zona assediata con l’apertura di corridoi umanitari sicuri
• l’apertura di un’indagine sul destino delle persone “scomparse”, secondo quanto denunciato dal responsabile ONU per i diritti umani in Siria
• l’istituzione di una Commissione d’indagine

Qui il testo della lettera che vi invitiamo a pubblicare e diffondere sui vostri canali web e social.

Firma la lettera aperta —-> https://goo.gl/forms/iAXTclvlsAV2iG0x2

 

Tutti in Piazza a sostengo della popolazione siriana

Equo Garantito aderisce all’iniziativa di Medici Senza Frontiere in favore della popolazione siriana, che da più di 5 anni è assediata dalla guerra.

Vi invitiamo a partecipare alla manifestazione questa sera alle 18.30 in piazza Montecitorio a Roma, per chiedere:

– La fine dei bombardamenti indiscriminati sulla popolazione civile
– Il rispetto delle strutture mediche e del personale sanitario
– Il diritto alla fuga dei civili intrappolati nel conflitto per cercare sicurezza e protezione
– La possibilità di fornire assistenza umanitaria
– Il passaggio libero e sicuro del personale medico e umanitario e la tempestiva evacuazione di malati e feriti gravi verso zone dove possano accedere a trattamenti medici specializzati
Per informazioni CLICCA QUI

Il movimento del Commercio Equo sollecita l’Unione Europea nella messa in pratica dell’agenda 2030

Il 23 novembre la Commissione Europea ha lanciato un pacchetto di politiche che mappano le azioni e gli impegni in corso dell’Unione Europea per raggiungere gli obiettivi 2030 e pongono le basi per le future direzioni della cooperazione internazionale e le relazioni con gli altri paesi Africa, Caraibi e del Pacifico. Nel comunicato stampa che segue, il movimento del Commercio Equo Europeo, attraverso il proprio ufficio di advocacy a Bruxelles – FTAO commenta tali impegni ed esprime soddisfazione per il rinnovato riconoscimento della Commissione rispetto al lavoro del Commercio Equo nell’implementazione dell’agenda Oltre a questo, il Fair Trade Advocacy Office dichiara di voler continuare a sollecitare l’Europa a puntare ancora più in alto e richiedere sempre maggiore impegni istituzionali per il raggiungimento degli obiettivi globali poiché ci sono ancora molti aspetti da migliorare e su cui prendere posizione per garantire più diritti per i lavoratori e per il Pianeta.

Due giorni fa, la Commissione Europea ha annunciato la propria strategia per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile in Europa e globalmente. Due documenti (Communication on the next step for a sustainable European future, e Staff Working Paper) mappano le azioni esistenti e quelle invece per cui è necessario impegnarsi per raggiungere quanto definito dall’agenda 2030. Si aggiunge poi un terzo documento sul consenso europeo sullo sviluppo (Communication on the new European Consensus on Development) che cerca di allineare la cooperazione europea con l’agenda 2030. Infine, è stata presentata la comunicazione sulla rinnovata partnership tra Eu e paesi ACP (Communication on a renewed partnership with African, Caribbean and Pacific (ACP) countries)  dopo la fine degli accordi di Cotonou che scadranno nel 2020.

In questo contesto e nel documento de Consensus on development – l’Europa ha riconosciuto l’importante impatto del Commercio Equo nell’implementazione dell’agenda 2030, così come l’inclusione del Commercio Equo nella lista delle azioni chiave per raggiungere tali obiettivi.  Il Commercio Equo inoltre apprezza l’impegno ad intensificare il supporto al consumo consapevole e a modelli di produzione sostenibili così come la promozione di pratiche di commercio responsabili nella catena di fornitura.

Tuttavia, il movimento vuole anche sottolineare che purtroppo la Commissione Europea non sta ancora utilizzando l’opportunità degli obiettivi si sviluppo sostenibile per iniziare un importante e decisivo  percorso di cambiamento dell’attuale modello di sviluppo che da più parti viene ormai considerato come non sostenibile, ne equo. Un modello che mette al centro l’interesse a breve termine dei privati rispetto a quello delle persone e del pianeta.

Sergi Corbalan, direttore del Fair Trade Advocacy Office ha dichiarato che il movimento del Commercio Equo rimarrà un soggetto amico ma critico nei confronti dell’Unione Europea, per spronare e aumentare il livello di impegno e le risposte dell’Unione rispetto all’agenda 2030.

Il primo passo da fare è quindi rendere consapevoli i cittadini di queste sfide. Questo è prerequisito fondamentale per cambiare il paradigma esistente.

Per questo il movimento europeo del Commercio Equo e Solidale chiede al Parlamento Europeo e al Consiglio di assicurare che l’educazione informale e la sensibilizzazione dei cittadini diventino parte integrante del piano dell’Europa per raggiungere l’agenda 2030. Sembra infatti che tale aspetto non sia stato considerato nei vari documenti. In aggiunta, si nota che rimangono alcuni aspetti critici riguardanti le imprese e l’approccio volontario rispetto alle pratiche di sostenibilità da mettere in campo per raggiungere gli obiettivi di sviluppo e anche per quanto riguarda il “Public procurement” sembra aver perso l’importanza che gli era stata riconosciuta con la direttiva del 2014 che ne definiva le regole.

Equo Garantito, che aderisce al Fair Trade Advocacy Office, condivide le analisi fatte e le proposte di miglioramento e su queste sta già lavorando a livello italiano da tempo. L’obiettivo è quello di aumentare l’informazione e la consapevolezza dei cittadini e dei consumatori sulle ingiustizie create dall’attuale mercato e commercio globale e far conoscere le proposte del Commercio Equo e Solidale come risposta alle disuguaglianze e agli squilibri creati dal sistema esistente, soprattutto per quanto riguarda i produttori del sud ma anche del nord del mondo.

Tenendo conto dei principi definiti nella Carta Italiana dei criteri del Commercio Equo e Solidale, insieme ai nostri soci, continuiamo ad agire nell’educazione alla cittadinanza globale attraverso le attività di educazione formale e informale nelle scuole, nelle botteghe e in tutti i punti vendita, così come attraverso la creazione di percorsi formativi ad hoc per operatori del Commercio Equo e Solidale, per le imprese e le pubbliche amministrazioni attraverso la piattaforma dedicata Fair Share Training in cui sono appena stati aggiornati i Corsi sulla Sostenibilità sociale e ambientale per tutti i target prima citati e non ultimo attraverso la pubblicazione dei Quaderni di approfondimento – quello più recente  pubblicato nel 2016 – dedicato proprio al Public Procurement e al Commercio Equo e Solidale nella nuova direttiva sugli appalti.

Siamo consapevoli che gli obiettivi di sviluppo sostenibile possono essere una grande occasione da non perdere per cambiare le modalità di produzione e garantire i diritti umani e dell’ambiente, optando quindi per una modifica radicale dell’attuale sistema economico.

QUI tutto il comunicato lanciato da FTAO.

Le donne al centro del Forum Asiatico del Commercio Equo e Solidale

Garantire l’uguaglianza di genere si può e si deve – ce lo spigano le esperienze di WFTO Asia

Il Summit del Fair Trade in Asia si è tenuto dal 19 al 22 ottobre in Tailandia e per la prima volta la conferenza biennale, ha avuto come tema chiave l’uguaglianza di genere all’interno del movimento del Commercio Equo e Solidale. L’Organizzazione Mondiale del Commercio Equo e Solidale asiatica, WFTO – Asia, che ha recentemente sviluppato un programma dedicato alla questione di genere, ha presentato al meeting i risultati di questo lavoro, le lezioni imparate e le buone pratiche da implementare per il futuro delle donne dentro al movimento del Commercio Equo e Solidale.

In particolare ci sono 7 aspetti che sono stati definiti importanti per la strategia sul genere.

  1. Non basta assumere donne nelle organizzazioni

L’uguaglianza di genere richiede la sensibilità di genere e soluzioni eque a tutti i livelli. In Asia, molti membri di WFTO assumono prevalentemente donne. Circa il 75% dei produttori e impiegati tra i membri sono donne. Si deve quindi assicurare che queste donne, che nella maggior parte dei casi sono povere e vengono da condizioni svantaggiate, ricevano adeguato sostegno per vivere bene, combattendo le discriminazioni la violenza e l’oppressione. Alcuni dei successi delle pratiche implementate riguardano: la garanzia di orari di lavoro flessibili e la messa a disposizione di servizi di cura che aiutino le madri, la garanzia dei 6 mesi di maternità e una settimana di paternità e la riduzione della violenza domestica.(Es. CORR Jute Work Gender Policy)

  1. Il Commercio Equo è basato su inclusione, uguaglianza e sostenibilità

Questi principi stanno anche alla base del movimento per l’emancipazione femminile e devono essere perseguiti allo stesso modo e garantire che ci siano opportunità per svilupparli entrambi.

  1. Garantire la realizzazione dell’uguaglianza di genere è una responsabilità di tutti 

Il rafforzamento della condizione femminile non può avvenire senza un rafforzamento della condizione maschile. Allo stesso modo le donne non possono lottare per l’uguaglianza senza il supporto del genere maschile. Rispetto a questo, è possibile fare molto nell’educazione dei giovani in modo che possano portare avanti il lavoro verso il traguardo di un futuro sostenibile ed equo per tutti.

  1. Non ci può essere Commercio Equo e Solidale senza l’inclusione e la significativa partecipazione delle donne ad ogni livello

L’equità di genere e l’empowerment femminile  non richiedono un approccio top-down, dall’alto al basso. I veri cambiamenti possono essere fatti a tutti i livelli dal basso verso l’alto e viceversa. Di certo non sono efficaci se non praticati insieme.

  1. Non c’è solo un modello per supportare la crescita delle donne nei luoghi di lavoro

I soci di WFTO-Asia hanno molte storie e buone pratiche sulle esperienze di come indirizzare e praticare l’approccio di genere, e se ben considerate, queste possono essere ispiratrici per tutto il movimento del Commercio Equo e Solidale. Il Forum asiatico ha confermato che se si ha il giusto tempo, le discussioni sono inclusive, dinamiche e altamente formative.

  1.  La formazione sulle questioni di genere è un’attività costante che richiede investimento di tempo e risorse

Le esperienze sono diverse, le condizioni del paese sono molto diverse tra religione, politica, economia, ecc. Per questo è necessario costruire attività continue di sensibilizzazione a tutti i livelli e assicurare adeguate attività di advocacy sulla stessa piattaforma.

  1. Abbiamo il potere e l’opportunità di creare il cambiamento reale e duraturo

Il movimento del Commercio Equo e Solidale è formato da persone e organizzazioni  appassionate, dedicate e creative che possono creare il cambiamento reale e durevole. Il summit in Asia ha lasciato una sensazione di energia che ha contagiato tutti i partecipanti con un grande senso di speranza e impegno. Questo è fondamentale per il raggiungimento del nostro fine ultimo – promuovere la sostenibilità e migliorare le condizioni di lavoro dei produttori svantaggiati il 75%dei quali sono donne.

Leggi tutto l’articolo in inglese qui.