Welcoming Europe – Firma il 12 gennaio nelle botteghe Altromercato per l’Europa che accoglie

Welcoming Europe – è l’iniziativa dei cittadini europei (ICE) che chiede all’Europa un maggiore impegno per l’accoglienza, la protezione delle persone da ogni forma di abuso e sfruttamento e la creazione di passaggi sicuri e legali verso i paesi disposti ad accogliere richiedenti asilo e rifugiati. L’obiettivo è il raggiungimento di un milione di firme da raccogliere in 12 mesi, per la presentazione della proposta alla Commissione Europea.

Manca circa un mese alla chiusura della raccolta firme che terminerà a metà Febbraio 2019 e serve ancora un ultimo sforzo.

Equo Garantito aderisce alla proposta e si schiera dalla parte di chi accoglie e promuove forme di protezione per tutti coloro che cercano asilo e fuggono da situazioni di guerra e ingiustizie.

Vi invitiamo a firmare sul sito della campagna oppure a passare nelle botteghe

Altromercato, che promuove la raccolta firme sabato 12 gennaio.

Qui la mappa delle botteghe che hanno aderito e dove poter firmare.


QUALI SONO LE RICHIESTE E LE PROPOSTE DELLA ICE?

La proposta ha 3 principali obiettivi:

Decriminalizzare la solidarietà

In ben 12 paesi dell’Unione Europea distribuire alimenti e bevande, dare un passaggio, comprare un biglietto o ospitare un migrante sono comportamenti per cui è possibile ricevere una multa o addirittura essere arrestati dalle autorità. Punire questi comportamenti significa punire l’aiuto umanitario e riconoscere il reato di solidarietà.

Cosa si propone: che la Commissione fermi quei governi che stanno criminalizzando i volontari. I cittadini europei dovrebbero essere in grado di offrire aiuti umanitari e assistenza a tutte le persone bisognose, indipendentemente dal loro status, senza timore di sanzioni o azioni penali. Vogliamo che la Commissione Europea modifichi in questo senso l’attuale direttiva dell’UE sul favoreggiamento (2002/90 /CE).

Creare passaggi sicuri

Dal 1990 a oggi sono morti più di 34 mila migranti nel tentativo di raggiungere via mare l’Europa. L’apertura di vie d’accesso legali e sicure verso paesi disposti ad accogliere rappresenta spesso la sola opportunità di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.

Vogliamo vie sicure di ingresso complementari e addizionali ai programmi nazionali di resettlement e, in questo senso, la società civile può offrire un contributo rilevante. Le sponsorship private, inoltre, hanno un ruolo importante nel facilitare l’integrazione dei rifugiati appena arrivati nei territori grazie al sostegno e alla mobilitazione delle comunità, di gruppi religiosi, di organizzazioni non governative, di aziende private e di famiglie di rifugiati reinsediati.

Cosa si chiede: che la Commissione Europea modifichi il Regolamento Ue 516/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio e attivare un nuovo programma di finanziamento nell’ambito del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) per sostenere i programmi di sponsorship privata della società civile affinché sempre più cittadini e associazioni possano essere

Proteggere le vittime di abusi

Molti migranti sono vittime di sfruttamento lavorativo, abusi o violazioni dei diritti umani, in particolare alle frontiere, ma trovano grandi difficoltà nell’accesso alla giustizia. Eppure tutte le persone, indipendentemente dalla loro condizione, devono essere tutelate.

Vogliamo proteggere tutte le persone, indipendentemente dalla loro condizione, e garantire giustizia alle vittime di sfruttamento lavorativo e di violazioni dei diritti umani.

Cosa si chiede: protezione per tutte le persone, indipendentemente dal loro status e garanzie di accesso alla giustizia. Vogliamo introdurre in tutti gli Stati membri meccanismi che permettano alle vittime di presentare ricorsi e sporgere denunce in modo sicuro, dando piena attuazione a quanto previsto nella normativa UE (le direttive 2009/52/CE; 2012/29/UE; 2011/36/UE; 2004/81/CE del Consiglio/CE) e dalle legislazioni nazionali. Chiediamo tutele nel caso di violazioni dei diritti fondamentali alle frontiere compiute da parte della Agenzia Europea della Guardia di Frontiera e Costiera, dei corpi militari impiegati nel controllo alle frontiere da parte dei singoli Stati membri e soprattutto delle forze dei paesi terzi sostenuti dall’UE o dai singoli Stati membri. Qualora non sia garantito un meccanismo adeguato di tutela, la Commissione Europea o il singolo Stato membro devono sospendere il supporto finanziario e tecnico fornito.

Si chiede alla Commissione di mettere mano a una nuova legislazione per portare a compimento l’introduzione di canali di accesso per lavoro a livello europeo, colmare le lacune nel quadro giuridico dell’UE sulla migrazione legale e regolamentare i settori che riguardano i lavoratori non altamente qualificati.

QUI per vedere chi ha aderito alla proposta.

 

Storie di Donne Eque

EMPOWhER – Una prospettiva di genere sul Commercio Equo e Solidale è la nuova pubblicazione lanciata dalla rete di organizzazioni aderenti a Veneto Equo, che affronta i temi delle pari opportunità, della violenza sulle donne e dell’empowerment femminile nelle organizzazioni del Commercio Equo e Solidale del mondo.

Un approfondimento su una tematica importante, che nasce dall’esperienza delle formatrici di Veneto Equo e si propone di dare spunti per la lettura di determinati fenomeni riguardanti la questione di genere attraverso casi studio, laboratori e analisi.

I numeri sulla condizione femminile nel mondo parlano da soli e il 2017 è stato un anno nero – come segnalato dal Global Gender GAP Reoport “per la prima volta dal 2006, è aumentato il divario nella parità nell’accesso a salute,istruzione, politica e lavoro”.

“Crediamo che le donne possano essere protagoniste di un cambiamento ma ciò è possibile solo se tutti ci impegniamo. Dobbiamo essere più consapevoli di quanto sia ancora difficile per le donne, a Nord e a Sud,avere determinati diritti e raggiungere determinate posizioni. Il Commercio Equo offre la possibilità alle donne di emanciparsi, acquisire diritti, capacità, forza. Vogliamo dirlo forte e chiaro: ecco il perché di questa pubblicazione – ci dice Marta Fracasso di Unicomondo e formatrice sui temi del Commercio Equo e Solidale della rete Veneto Equo.

La pubblicazione contiene anche una sezione con alcuni esempi di attività da svolgere nelle scuole, un piccolo aiuto per chi volesse affrontare in aula (ma anche fuori) questo tema con bambine, bambini e ragazze e ragazzi.

Nei percorsi di educazione alla cittadinanza globale, promossi dalle organizzazioni di Commercio Equo e Solidale in tutta Italia, questo è un tema che non manca mai e che affrontiamo sempreconferma Marta Fracassocerchiamo di creare una relazione fra nord e sud del mondo e di parlare delle differenze che ancora oggi caratterizzano la condizione femminile nei diversi contesti.

La rete Veneto Equo – nata nel 2010 a seguito dell’approvazione della legge regionale sul Commercio Equo e Solidale, ha all’attivo numerosi progetti che hanno premesso la realizzazione di molte azioni: incontri a scuola, formazione di volontari e operatori delle realtà del Commercio Equo, diversi tour di produttori in varie città della Regione e non solo, video, pubblicazioni, spettacoli teatrali, rassegne cinematografiche, eventi pubblici di piazza ed eventi con i giovani.

Anche Equo Garantito è tra le organizzazioni aderenti alla rete e insieme ai propri soci, contribuisce alla promozione e realizzazione delle attività condividendo le buone pratiche anche su tutto il territorio nazionale.

QUI la pubblicazione da scaricare.

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani – oggi sono 70 anni

Oggi ricorre il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, un documento storico che ha ancora oggi, altissima rilevanza e importanza. Un Dichiarazione firmata nel 1948 che per la prima volta riconosce a livello universale i diritti della persona.

In questa giornata, il movimento del Commercio Equo e Solidale ribadisce che non ci può essere il rispetto dei diritti umani senza la realizzazione di un modello economico più equo e solidale, che metta al centro i diritti delle persone e dell’ambiente. 

Il Commercio Equo e Solidale a livello internazionale fonda i suoi 10 principi sui diritti umani essi sono la nostra dignità collettiva.

Erinch Sahan – direttore di WFTO – Organizzazione Mondiale del Commercio Equo e Solidale – afferma che i diritti umani sono la nostra dignità collettiva e che le imprese di Commercio Equo e Solidale creano economia e valore mettendo al centro gli interessi e la voce delle persone che lavorano nelle organizzazioni.

E’ attraverso le continue verifiche su tutta la filiera produttiva che il Commercio Equo e Solidale monitora il rispetto e la promozione dei diritti umani, poiché la missione delle imprese del Commercio Equo è quella di creare opportunità di riscatto e sviluppo economico e sociale per artigiani, contadini e piccoli produttori, combattendo pregiudizi, differenze, sfruttamento e promuovendo equità e accesso ai diritti.

L’attività dell’impresa di Commercio Equo e Solidale ha come obiettivo il raggiungimento di un impatto sociale positivo per i lavoratori nelle proprie comunità, favorendo processi di rafforzamento della partecipazione al mercato e ai processi decisionali, l’empowerment femminile, il rispetto delle minoranze e il riconoscimento dei diritti umani in generale.

Quest’anno ricorre anche il 20°anniversario della Dichiarazione ONU sui difensori dei diritti umani che mira a proteggere tutti coloro che lavorano per l’ottenimento dei diritti umani.

E’ a loro che pensiamo in questa giornata, ad esempio ai colleghi e amici delle filippine del Panay Fair Trade Center o ai produttori colombiani della Comunidad de San Jose de Apartadò, che attraverso il lavoro delle loro organizzazioni sono ogni giorno l’ esempio concreto della difesa e della promozione dei diritti umani in contesti in cui le violazioni sono continue e causa di morti e violenze.

 

L’ONU approva la Dichiarazione per i diritti dei contadini e dei lavoratori in aree rurali

E’ passato qualche giorno dall’importante notizia che le Nazioni Unite hanno finalmente approvato la Dichiarazione per i diritti dei contadini e delle persone che lavorano nelle aree rurali.

Il Comitato per gli affari sociali, umanitari e culturali dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato lo scorso 19 novembre la  Dichiarazione  con 119 voti a favore. Un passo fondamentale per il riconoscimento specifico dei diritti dei contadini e di certo un risultato ottenuto anche grazie alle continue e pressanti azioni e campagne dei movimenti internazionali.

La Via Campesina e molte altre organizzazioni di contadini e della società civile hanno lavorato incessantemente per raggiungere questo obiettivo e permettere che i diritti dei produttori – specialmente quelli dei più vulnerabili – ottenessero un riconoscimento formale.

La Bolivia, paese che ha presieduto il processo, ha sottolineato l’importanza di questa dichiarazione per rendere le società più resilienti e inclusive.

L’approvazione formale è attesa per dicembre ma – come sottolineato da Ramona Duminicioiu rappresentante romena de La Via Campesina in un’intervista a Osservatorio Diritti – la vera sfida sarà l’applicazione della Dichiarazione poiché c’è ancora molta resistenza da parte di alcuni paesi e gli interessi delle grandi corporation sono altissimi.

La Dichiarazione riconosce il ruolo fondamentale dei contadini e piccoli produttori, in particolare nei paesi del sud del mondo dove producono fino all’ 80% del cibo consumato localmente e mira a proteggere i diritti delle popolazioni rurali, migliorare le loro condizioni di vita e a rafforzare la sovranità alimentare, la lotta al cambiamento climatico e la conservazione della biodiversità.

Anche molti produttori del Commercio Equo e Solidale rientrano nelle categorie di contadini e lavoratori riconosciuti dalla Dichiarazione e ci auguriamo che questo strumento possa realmente contribuire a migliorarne le condizioni di vita e di lavoro.

Per approfondimenti:

QUI il link per scaricare il testo della Dichiarazione

QUI il link all’articolo de La Via Campesina dopo l’approvazione

QUI l’articolo di Osservatorio Diritti

 

 

Senza un commercio più equo non ci può essere giustizia climatica

Dal 3 al 14 dicembre la Polonia ospita la COP24 – la conferenza mondiale sul Clima da cui, secondo molti, dipenderanno le sorti del pianeta.
Da questa COP24 ci sia aspetta molto in termini di impegni definitivi che gli Stati dovranno prendere per rispettare gli accordi di Parigi della COP21. Non si può più aspettare e gli obiettivi vanno rispettati e raggiunti.

Il Commercio Equo e Solidale internazionale presenta la sua posizione e le richieste all’ UNFCCC – United Nations Framework Convention on Climate Change, attraverso il policy statement – “Trade Justice: A key component of building smallholder farmers’ climate resilience” promosso da Fairtrade International, WFTO – World Fair Trade Organization e FTAO – Fair Trade Advocacy Office e rilanciato oggi anche dalle molte organizzazioni a livello europeo e internazionale.

Il movimento internazionale del Commercio Equo e Solidale chiede a tutti i membri e partecipanti al UNFCCC – di introdurre meccanismi vincolanti di trasparenza ed equità per un commercio più giusto, al fine di raggiungere una vera giustizia climatica nelle negoziazioni della COP 24.

Equo Garantito e Fairtrade Italia hanno firmato il policy statement e sostengono le richieste che puntano principalmente a mettere in pratica cinque misure concrete per trasformare urgentemente il sistema economico globale in modo che sia funzionale al benessere delle persone e del pianeta:

  • trasparenza e regolamentazione vincolanti;
  • sostegno finanziario;
  • corsi di formazione incentrati sui bisogni dei piccoli produttori e delle competenze tecniche necessarie;
  • investimento nella ricerca agronomica e giustizia fiscale.

QUI il Comunicato stampa di Equo Garantito e Fairtrade Italia che rilancia lo statement in Italia

QUI il Policy Statement in inglese

Legge sul Commercio Equo e Solidale – riprende il dialogo con le istituzioni

Le organizzazioni italiane del Commercio Equo e Solidale hanno incontrato questo pomeriggio i senatori, in audizione alla 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo), per parlare della Legge sul Commercio Equo e Solidale.

Un primo passo nel percorso che porta all’approvazione di una legge che si attende da molti anni e che da più parti è stata definita come centrale anche per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

QUI il Comunicato stampa a seguito dell’audizione.

L’appuntamento di oggi al Senato è un primo e importante segnale di avvio di questo nuovo percorso, nel quale Equo Garantito, Fairtrade Italia e Associazione Botteghe del Mondo hanno condiviso priorità e principi alla base della proposta di legge e hanno fornito indicazioni su quale strada percorrere per un impegno concreto sul Commercio Equo e Solidale in Italia.

Vi aggiorneremo sul percorso!

Formazione continua sul Commercio Equo e l’economia solidale – nuovi materiali

Equo Garantito promuove la formazione sul Commercio Equo e Solidale per tutti, coinvolgendo partner e soggetti diversi per conoscere i temi e sviluppare idee e progetti.

Oltre a questo, partecipiamo a conferenze, convegni, progetti coinvolgendo i partner del Commercio Equo e Solidale sul territorio italiano.

Ecco le ultime uscite sulla piattaforma Fairsharetraining, alcuni documenti e report interessanti pubblicati dai partner del Commercio Equo e Solidale in Europa, i corsi promossi dai progetti in cui siamo partner.

FAIRSHARE TRAINING – 2 nuovi moduli disponibili realizzati nel 2018

  • Costruttori di futuro – Corso per insegnanti ed educatori sul Commercio Equo Solidale, gli obiettivi di sviluppo sostenibile e l’economia circolare. Obiettivo generale del corso è fornire a insegnanti e educatori conoscenze e strumenti per poter portare in classe i temi dell’Agenda 2030, dell’economia sostenibile e del Commercio Equo e Solidale. Particolare attenzione viene data allo sviluppo di proposte pratiche di attività da svolgere in aula con gli studenti.
  • Campagna Territori Equosolidali – Breve corso online per la presentazione della Campagna e il kit di attivazione locale per enti locali e soggetti interessati.

Una campagna per azioni eque e solidali sul territorio

Equità, sviluppo sostenibile, rispetto dei diritti umani: le grandi tematiche internazionali non chiamano all’appello solo i governi o le istituzioni sovranazionali. I territori di tutto il mondo – cittadini, scuole, enti locali, imprese – soprattutto se unite tra loro, possono dare un grandissimo contributo per una globalizzazione giusta, per uno sviluppo equo e solidale.

Questo corso è volto a presentare la campagna Territori Equosolidali, i suoi strumenti ed il suo funzionamento, come coinvolgere i territori e promuovere un Commercio Equo e Solidale a livello locale. Il corso propone altresì una panoramica sulle caratteristiche salienti del Commercio Equo e Solidale ed il collegamento con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU.

Per accedere ai moduli e seguire i corsi bastano 3 click:

  • accedi alla piattaforma fairsharetraining.eu 
  • vai su Registrati e fai la tua registrazione 
  • accedi alla pagina dei corsi disponibili e scegli quello che fa per te

FAIR TRADE SYMPOSIUM 2018 – tutte le presentazioni

Dal 26 al 28 giugno a Portsmouth, Regno Unito, si è tenuto il Fair Trade Symposium 2018 – evento dedicato alla ricerca sui temi del Fair Trade in tutti i suoi aspetti. QUI tutte le presentazioni scaricabili, realizzate dai professori ed esperti che hanno partecipato all’evento.


WFTO – World Fair Trade Organization – Dossier e pubblicazioni 

Il nuovo sito di WFTO – Organizzazione Mondiale del Commercio Equo e Solidale è ricco di nuovi casi studio e presentazioni sul tema del Commercio Equo e sui produttori che aderiscono alla rete mondiale del Fair Trade divisi per tematica.

QUI per guardarle e scaricarle.


TERRITORI EQUOSOLIDALI – la Campagna per il territorio

Sono online tutti i materiali utili per promuovere la campagna sul territorio. QUI il link per scaricarli.


CORSO PER GIORNALISTI SULLO SVILPPO SOSTENIBILE

A Dicembre la prima sessione del corso per giornalisti promosso all’interno del progetto Costruttori di Futuro, finanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo. QUI le info per iscriversi.


Il nuovo video d Equo Garantito Scegli Equo, cambia il futuro! è disponibile QUI 

Territori Equosolidali – la campagna che promuove il Commercio Equo a livello locale

Torna in Italia la Campagna dedicata alla promozione delle buone pratiche sul Commercio Equo e Solidale a livello locale, ma questa volta con un’attenzione particolare alle nuove sfide poste dall’Agenda 2030.

La campagna Territori Equosolidali, promossa da Equo Garantito, Fairtrade Italia e Associazione Botteghe del Mondo, rimette al centro dell’attenzione le istituzioni e la costruzione di partnership per lo sviluppo e la crescita inclusiva a livello locale attraverso la diffusione del Commercio Equo e Solidale.

Acquisti pubblici, sensibilizzazione e formazione, eventi e cooperazione locale e internazionale, sono gli ambiti in cui per un ente locale o istituzione – è facile agire e trovare modalità di attivazione per i propri cittadini a tutti i livelli.

La Campagna si inserisce in un contesto internazionale variegato e ricco di esperienze che conta oggi oltre 1900 città equosolidali. La campagna Fair Trade Towns è attiva dal 2000 e l’obiettivo è quello di rilanciare le proposte internazionali anche in Italia attraverso Tertitori Equosolidali.

Chi può aderire? come fare per aderire ed essere nominato Territorio Equosolidale?

 

Tutte le informazioni sul sito – www.territoriequosolidali.it e qui un assaggio della campagna con il video promo:

 

 

Per informazioni scrivere a: segreteria@territoriequosolidali.it

 

Decreto sicurezza – a rischio i diritti dei migranti

Comunicato stampa

9 ottobre 2018 – Anche Equo Garantito esprime preoccupazione per il decreto sicurezza approvato al Senato, con una larga maggioranza, lo scorso 7 novembre.

Condividiamo le osservazioni fatte nei giorni scorsi dal Tavolo asilo nazionale e rilanciate da Amnesty International Italia, Acli e molti altri soggetti del tavolo.

“Le nuove norme aumenteranno l’irregolarità e la marginalizzazione delle persone che arrivano nel nostro paese per fuggire da guerre, crisi economiche, ambientali e mancanza di democrazia. Sono misure che scaricano sui più deboli le conseguenze di paure ingiustificate e del rifiuto di affrontare il problema migratorio sul piano delle cause e su quello delle soluzioni concrete che favoriscano dinamiche virtuose di sviluppo” commenta Giovanni Paganuzzi Presidente di Equo Garantito.

Ridurre il numero di permessi e allo stesso tempo cambiare completamente il sistema di accoglienza favorendo accoglienza straordinaria dei CAS – che presentano standard di qualità inferiori – può avere un effetto negativo perché rischia di far cadere nell’irregolarità almeno 140.000 persone, secondo quanto stimato dal Tavolo Asilo.

La nuova disciplina non aiuterà certo a risolvere il problema dello sfruttamento del lavoro delle persone nelle filiere agricole, in cui le persone vengono reclutate come braccianti e lavorano in nero senza diritti ne salari dignitosi, mettendo a rischio ogni giorno la propria vita, creando condizioni di concorrenza sleale con i piccoli produttori italiani che rispettano le regole.

Particolarmente discriminatorie poi appaiono le restrizioni riguardanti il diritto alla salute e la possibilità di accedere pienamente ai servizi sanitari, i diritti dei minori e il diritto di cittadinanza. 

Ci associamo alla richiesta fatta dal Tavolo Asilo affinché vengano rafforzate le politiche di integrazione per garantire reale sicurezza, inclusione e integrazione. 

Il Commercio Equo e Solidale da anni collabora con le realtà territoriali per cercare di fornire supporto e opportunità di integrazione ai migranti attraverso i propri circuiti commerciali, le attività di formazione e di sensibilizzazione. Continueremo a farlo con l’auspicio che si vada nella direzione dell’integrazione e non della costruzione dei muri.

UNCTAD e il Fair Trade Advocacy Office al lavoro per garantire maggiori benefici dalle pratiche commerciali

Il 19 ottobre scorso a Madrid durante la 12°conferenza internazionale delle Fair Trade Towns, UNCTAD – la conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo e il Fair Trade Advocacy Office hanno firmato un Memorandum of Understanding per garantire migliori condizioni di lavoro e benefici derivanti dalle attività commerciali per tutti i lavoratori e produttori.

I rappresentanti delle due organizzazioni Isabel Durant segretario generale di UNCTAD e Sergi Corbalan direttore di FTAO – presenti a Madrid confermano la volontà di proseguire il lavoro mettendo al centro i valori del Fair Trade.

Un passo importante e un risultato concreto della continua attività di advocacy portata avanti da tutto il movimento internazionale del Commercio Equo e Solidale.

Qui il comunicato stampa e le dichiarazioni delle organizzazioni.