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Decreto sicurezza – a rischio i diritti dei migranti

Comunicato stampa

9 ottobre 2018 – Anche Equo Garantito esprime preoccupazione per il decreto sicurezza approvato al Senato, con una larga maggioranza, lo scorso 7 novembre.

Condividiamo le osservazioni fatte nei giorni scorsi dal Tavolo asilo nazionale e rilanciate da Amnesty International Italia, Acli e molti altri soggetti del tavolo.

“Le nuove norme aumenteranno l’irregolarità e la marginalizzazione delle persone che arrivano nel nostro paese per fuggire da guerre, crisi economiche, ambientali e mancanza di democrazia. Sono misure che scaricano sui più deboli le conseguenze di paure ingiustificate e del rifiuto di affrontare il problema migratorio sul piano delle cause e su quello delle soluzioni concrete che favoriscano dinamiche virtuose di sviluppo” commenta Giovanni Paganuzzi Presidente di Equo Garantito.

Ridurre il numero di permessi e allo stesso tempo cambiare completamente il sistema di accoglienza favorendo accoglienza straordinaria dei CAS – che presentano standard di qualità inferiori – può avere un effetto negativo perché rischia di far cadere nell’irregolarità almeno 140.000 persone, secondo quanto stimato dal Tavolo Asilo.

La nuova disciplina non aiuterà certo a risolvere il problema dello sfruttamento del lavoro delle persone nelle filiere agricole, in cui le persone vengono reclutate come braccianti e lavorano in nero senza diritti ne salari dignitosi, mettendo a rischio ogni giorno la propria vita, creando condizioni di concorrenza sleale con i piccoli produttori italiani che rispettano le regole.

Particolarmente discriminatorie poi appaiono le restrizioni riguardanti il diritto alla salute e la possibilità di accedere pienamente ai servizi sanitari, i diritti dei minori e il diritto di cittadinanza. 

Ci associamo alla richiesta fatta dal Tavolo Asilo affinché vengano rafforzate le politiche di integrazione per garantire reale sicurezza, inclusione e integrazione. 

Il Commercio Equo e Solidale da anni collabora con le realtà territoriali per cercare di fornire supporto e opportunità di integrazione ai migranti attraverso i propri circuiti commerciali, le attività di formazione e di sensibilizzazione. Continueremo a farlo con l’auspicio che si vada nella direzione dell’integrazione e non della costruzione dei muri.

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