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Dopo i fatti di Macerata chiediamo più impegno alla politica sull’immigrazione

La nostra Associazione si è interrogata sui recenti sviluppi derivanti dai fatti di Macerata, non solo perché molto gravi in sé, ma soprattutto perché continuano a segnare una corsa in discesa, lungo la pericolosa china del razzismo.

Ciò che fa riflettere non è tanto la decisione di uno “squilibrato” di voler colpire (anche a morte) tutte le persone di colore che incontrava, quanto piuttosto la motivazione addotta («volevo fare qualcosa contro l’immigrazione: va stroncata»); così pare che abbia detto ai magistrati) e il consenso che tale azione ha riscosso nella comunità locale e nella società prima ancora che nella politica.

Il segretario della Lega, Salvini, dice che una immigrazione incontrollata porta allo scontro sociale[1].

In realtà, sappiamo che certamente l’immigrazione incontrollata può creare problemi, ma il vero problema risiede nell’accoglienza volutamente mal organizzata o apertamente contrastata oltre che l’assenza di strategie di cooperazione reale.

Quello che ci sembra, è che l’attuale scontro sociale, sia acutizzato da una politica che continua rifiutare il proprio ruolo educativo nei confronti della società, che usa un linguaggio di odio e non valorizza lo sforzo che molti italiani stanno facendo a livello locale per offrire una speranza a coloro che in un modo o nell’altro riescono ad arrivare nel nostro paese alle porte dell’Europa.

Alla convivenza con il diverso ci si educa, non si nasce imparati. Se la politica si assume il ruolo di alimentare le paure, anziché di smascherarle e di promuovere prassi sociali virtuose che possano disinnescare i conflitti latenti, non possiamo attenderci un esito diverso dall’imbarbarimento sociale.

Se il mondo del Commercio Equo ha un merito, questo è certamente il lavorare per gestire e ridurre conflitti tra soggetti portatori di interessi diversi e spesso appartenenti a mondi tra loro lontani; e ciò attraverso una incessante, quotidiana e spesso silenziosa opera di educazione delle persone.

In questa occasione vogliamo far sentire la nostra voce, senza urlare, ma in modo fermo, ribadire che l’evidente aumento della violenza razzista ed anti-immigrati è in piena contraddizione con i valori portati avanti dal Commercio Equo. Perché le nostre Botteghe del Mondo sono anche dei luoghi di promozione culturale e in molte situazioni laboratori di accoglienza e formazione.

Il Commercio Equo è costruito su relazioni tra persone, anche diverse: è questo il nostro impegno quotidiano.

Vorremmo che le prossime elezioni fossero una buona occasione e vi invitiamo a chiedere espressamente ai politici del vostro territorio,  l’impegno sulla questione immigrazione e diversità. Diamo spazio a quei candidati che pensano che la diversità sia una ricchezza e che alla buona convivenza ci si educa. Mettiamo al bando dagli eventi elettorali tutti coloro che cominciano il discorso dicendo «Io non sono razzista, ma …».

Il Consiglio Direttivo di Equo Garantito

[1] http://www.corriere.it/elezioni-2018/notizie/sparatoria-macerata-salvini-l-invasione-migranti-porta-scontro-sociale-1e043e02-08e7-11e8-8b93-b872f63dbb4d.shtml

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