GARANZIA
PER I PRODOTTI
Il Fair Trade, ai suoi esordi, funzionava senza regole codificate e si rivolgeva ad un pubblico piuttosto ristretto. Il crescente interesse per questo “commercio alternativo”, insieme all’idea – discussa e spesso controversa – di raggiungere più consumatorə (con la vendita dei prodotti nei supermercati), ha portato – alla fine degli anni ’80 nel Nord Europa e poi anche nel nostro Paese – alla scelta di certificare alcuni prodotti fino ad arrivare alla creazione del sistema di certificazione internazionale Fairtrade che, in Italia, è gestito da Fairtrade Italia. Senza entrare nel dettaglio, è un po’ come per i prodotti biologici: devono essere rispettati alcuni standard affinché quel prodotto possa essere considerato equo, al di là di chi lo commercializza.
GARANZIA
PER LA FILIERA
Il ruolo fondamentale delle organizzazioni (nel Nord e nel Sud del Mondo) che hanno dato vita al movimento equosolidale ha fatto emergere, però, la necessità di costruire accanto al sistema di certificazione dei prodotti anche un sistema di garanzia per le organizzazioni per monitorare il percorso dal produttore allə consumatorə, passando per chi importa e per chi vende nelle Botteghe del Mondo i prodotti equosolidali.
È in questo contesto che si inserisce il sistema di garanzia di Equo Garantito, apripista a livello mondiale dove WFTO – l’Organizzazione Mondiale del Commercio Equo e Solidale – guida il processo globale.
DUE MODELLI, UN OBIETTIVO COMUNE
Entrambi i modelli sono validi e complementari, rispondono ad esigenze diverse, si basano sugli stessi 10 princìpi del Fair Trade, sono riconosciuti dalle Istituzioni Europee.
In Italia, dunque, i prodotti a marchio Fairtrade e quelli commercializzati dalle organizzazioni aderenti ad Equo Garantito – seppure appartenenti a due modelli differenti – garantiscono lə consumatorə di un acquisto giusto e solidale.