Due Diligence di impresa - Equo Garantito

Due Diligence di impresa: un passo importante, ma un’occasione mancata per un cambiamento trasformativo

Dopo un lungo negoziato politico, qualche giorno fa – lo scorso 13 dicembre – il cosiddetto Trilogo (composto da rappresentanti del Parlamento europeo, del Consiglio dell’UE e della Commissione europea) ha finalmente raggiunto l’accordo politico sulla Direttiva sulla Due Diligence (dovuta diligenza) in materia di sostenibilità delle imprese (Corporate Sustainability Due Diligence Directive – CSDDD), una legge che introdurrà la responsabilità delle aziende per i danni causati a persone e ambiente. Un passo in avanti importante, che però prevede un ambito di applicazione assai limitato e sicuramente un’occasione mancata che purtroppo lascia ampi margini di immunità.

Una notizia che accogliamo con favore, un dossier – quello sulla responsabilità sociale e ambientale delle imprese e sulle misure di tutela per le vittime di abusi aziendali – che il movimento globale del Commercio Equo e Solidale segue e sostiene da tempo” – afferma Gaga Pignatelli, coordinatrice di Equo Garantito.

Siamo lieti che finalmente ci sarà l’obbligo legale per le aziende di effettuare la Due Diligence ambientale e dei diritti umani nelle loro catene del valore. Se attuata nel modo giusto, e nonostante le grandi lacune, questa Direttiva ha il potenziale per essere un passo fondamentale verso una maggiore equità nelle catene di approvvigionamento globali” – ha sottolineato May Hylander, Responsabile progetti e Policy Officer presso il Fair Trade Advocacy Office di Bruxelles, promosso da WFTO – l’Organizzazione Mondiale del Commercio Equo e Solidale e Fairtrade International.

Photo by Philip Reynaers / Photonews

Accordo trovato, ma è solo l’inizio

Sebbene l’accordo politico raggiunto rappresenti un notevole passo in avanti verso la responsabilità delle imprese, il risultato è carente sotto molti aspetti: lascia fuori gran parte del settore finanziario, si applica solo a società molto grandi e, pur includendo la responsabilità civile, non inverte l’onere della prova, rendendo difficile l’accesso alla giustizia per le vittime di abusi aziendali.

Si tratta certamente di un importante traguardo, ma è solo l’inizio e il percorso che ci attende è tutt’altro che in discesa: le pressioni delle lobby industriali più conservatrici hanno di fatto indebolito la legge, ostacolando le potenzialità trasformative della Direttiva verso modelli di impresa più sostenibili – come si legge nel Comunicato Stampa di Impresa2030 – Diamoci una regolata! – la campagna italiana sulla Due Diligence che vede Equo Garantito fra le organizzazioni promotrici.

Martina Rogato, co-portavoce di Impresa 2030 ha dichiarato: “L’accordo sulla CSDDD è un traguardo a cui le associazioni promotrici della campagna lavorano da quasi vent’anni, ma il percorso per rendere tutte le aziende responsabili dei propri impatti sulle persone e l’ambiente è solo all’inizio”. Secondo Giosuè De Salvo, che svolge lo stesso ruolo di Rogato nella campagna: “A fronte delle delusioni relative all’esclusione del settore finanziario e della responsabilità climatica, registriamo come particolarmente positivi il superamento delle principali barriere di accesso alla giustizia da parte delle vittime di abusi aziendali e l’inclusione del coinvolgimento significativo delle parti interessate (meaningful stakeholder engagement) tra gli obblighi di Due Diligence”.

All’accordo politico seguirà il testo finale (il voto è previsto intorno a marzo 2024), e poi il percorso di trasposizione della Direttiva a livello nazionale da parte di tutti gli Stati membri dell’UE.

Un’opportunità ancora aperta, dunque, per eliminare le lacune di questo testo di compromesso e garantire l’effettivo allineamento ai principi guida su imprese e diritti umani delle Nazioni Unite che sottendono questo percorso normativo. L’auspicio è quello di continuare a lavorare insieme sul recepimento della Direttiva nelle legislazioni nazionali di tutti gli Stati membri dell’UE, sulle linee guida che la Commissione europea dovrà elaborare e sulle misure di accompagnamento che l’UE e gli Stati membri stanno mettendo a punto per sostenerne l’attuazione.

LEGGI TUTTI I COMMENTI E I COMUNICATI:

Fair Trade Advocacy Office (in inglese)
Campagna Impresa2030 – Diamoci una regolata!
ECCJ – European Coalition for Corporate Justice (in inglese)
Campagna Abiti Puliti
Oxfam Italia
Action Aid Italia
CIDSE – Focsiv