Pochi giorni prima della pausa natalizia, Abiti Puliti (la coalizione italiana a cui Equo Garantito aderisce, parte della campagna internazionale Clean Clothes Campaign) ha pubblicato un importante policy paper, relativo alla Direttiva 2024/1760 sul Dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità – in breve CS3D (di cui più volte abbiamo parlato) per fornire, in particolare, raccomandazioni per un recepimento efficace della stessa.
SCARICA IL POLICY PAPER COMPLETO
SCARICA L’EXECUTIVE SUMMARY DEL POLICY PAPER
La Due Diligence
La Direttiva, approvata lo scorso 5 luglio 2024 dopo un lungo e travagliato iter, stabilisce i contenuti minimi e gli obiettivi delle leggi di recepimento da parte degli Stati membri dell’Unione europea, lasciando a questi ultimi dei margini di discrezionalità e flessibilità nel definire le modalità di raggiungimento di tali obiettivi a livello nazionale. Nel rispetto del dettato normativo comunitario, quindi, gli Stati membri possono prevedere norme migliorative rispetto quelle previste dalla Direttiva. Gli Stati membri dovranno approvare le leggi nazionali entro il 26 luglio 2026. Data la portata innovativa della normativa, è opportuno che il processo di recepimento in Italia inizi senza indugio e sia partecipato e trasparente.

Gli auspici per la legge italiana di recepimento
In primo luogo, è necessario – come si legge nel policy paper – approvare una legge nuova, specificamente dedicata a questa normativa evitando, quindi di estendere/ampliare la portata di normative già esistenti. Inoltre, va aumentata la platea di aziende destinatarie della normativa e vanno introdotti obblighi più stringenti per le imprese che operano in settori ad alto rischio (fra cui il tessile). Va allargato il perimetro dei diritti umani da rispettare e far rispettare, ed esplicitata l’estensione della due diligence a tutti i livelli della filiera e a tutte le fasi del ciclo di vita dei prodotti. Vanno rafforzate le previsioni sul coinvolgimento degli stakeholders, in particolare dei sindacati, e sugli obblighi di formazione e supporto anche economico ai fornitori. Le norme sulla responsabilità civile devono prevedere esplicitamente l’inversione dell’onere della prova e la legittimazione attiva di sindacati e ONG anche in rappresentanza delle vittime di violazioni. Infine, particolare attenzione va dedicata all’istituzione dell’Autorità di controllo amministrativo, elemento chiave ai fini dell’efficace applicazione della normativa (ipotizzando, in particolare, una soluzione che razionalizzi e valorizzi le competenze di diverse Autorità già presenti nel nostro ordinamento, a cominciare da un rinnovato Ispettorato Nazionale del Lavoro, per poi approdare ad una Autorità unica con competenze rinforzate).
Le violazioni dei diritti umani e i danni all’ambiente e al clima sono corresponsabilità delle imprese che operano nelle filiere globali. È necessario procedere ad una attuazione attenta ed efficace della CS3D, affinché essa realizzi il suo pieno potenziale di promozione di pratiche commerciali responsabili e nella protezione dei diritti umani e dell’ambiente. Con questo paper la Campagna Abiti Puliti si propone di contribuire a questo processo e di rafforzare il dialogo tra attori istituzionali, aziende e società civile, nella speranza che il testo di recepimento e la sua successiva applicazione rispettino i principi di giustizia sociale e ambientale che la direttiva mira a tutelare.