Il cibo che portiamo in tavola ogni giorno racconta una storia, ma troppo spesso è una storia di profondo dis-equilibrio. In un mercato globale dominato da grandi potenze, chi coltiva la terra — sia in Europa che nel resto del mondo — si ritrova spesso a essere l’anello più fragile di una catena opaca.
È per questo che lo scorso 2 marzo 2026, il movimento del Commercio Equo e Solidale, insieme a una coalizione di 33 organizzazioni, ha presentato all’Unione Europea raccomandazioni concrete per riscrivere le regole del gioco.
Pratiche Commerciali Sleali: il nodo del problema nell’agrifood
La Direttiva UE sulle pratiche commerciali sleali (UTP) è stata un primo passo fondamentale per correggere gli squilibri di potere. Tuttavia, la realtà che osserviamo nelle Botteghe del Mondo e nei campi ci dice che non basta.
Oggi, i piccoli agricoltori e i fornitori su piccola scala continuano a scontrarsi con disuguaglianze strutturali. Redditi bassi e instabili, la costante paura di ritorsioni commerciali da parte dei grandi acquirenti (il cosiddetto “fear factor”) e la mancanza di meccanismi di controllo efficaci stanno minando alla base la sostenibilità dei nostri sistemi alimentari.
Le raccomandazioni del Commercio Equo per la revisione della Direttiva UTP
Insieme a partner che vanno dalle organizzazioni contadine alle imprese responsabili, chiediamo che la revisione della Direttiva UTP diventi un’opportunità storica per garantire che il commercio lavori finalmente per le persone e per il pianeta.
Ecco i punti cardine delle nostre richieste ai decisori politici dell’UE:
- Basta vendite sottocosto: Chiediamo il divieto assoluto di acquistare e rivendere prodotti agricoli a un prezzo inferiore al costo di produzione sostenibile. Nessuno dovrebbe lavorare in perdita.
- Protezione per tutti i fornitori: La Direttiva deve tutelare ogni fornitore, indipendentemente dalla sua dimensione o dal fatto che si trovi dentro o fuori dai confini dell’Unione Europea.
- Contrasto alla paura di ritorsioni: È necessario rafforzare i controlli e garantire che chi denuncia un abuso non subisca ritorsioni. Servono deterrenti reali contro le pratiche abusive.
- Supporto a un reddito dignitoso: Il fine ultimo deve essere quello di supportare i contadini nell’ottenere un guadagno che permetta loro una vita dignitosa e la possibilità di investire nel futuro della terra.
Perché la giustizia nelle filiere agricole riguarda tutti noi
Una Direttiva più forte è lo strumento necessario per costruire sistemi agroalimentari dove il valore venga distribuito in modo equo.
Sostenere queste raccomandazioni significa scegliere un modello in cui l’agricoltore riceve il giusto riconoscimento per il suo lavoro, ovunque si trovi. È una questione di diritti umani, di tutela ambientale e, in ultima analisi, di EQUILIBRIO.
Come Commercio Equo e Solidale, continueremo a vigilare e a fare pressione affinché la voce di chi coltiva non rimanga inascoltata nelle stanze di Bruxelles.