L’ebollizione globale è arrivata ed è ingiusta! - Equo Garantito

L’ebollizione globale è arrivata ed è ingiusta!

Finora non si è fatto abbastanza per contenere e contrastare il riscaldamento globale. Ma nonostante il preoccupante ritardo accumulato e la necessità di dover velocizzare la trasformazione del sistema energetico, la 28esima Conferenza tra le parti (Cop 28) sul cambiamento climatico, che si terrà dal 30 novembre al 12 dicembre negli Emirati Arabi, sembra già destinata ad essere una nuova incredibile tornata negoziale all’insegna del greenwashing 2.0.

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha recentemente dichiarato che il mondo è entrato nell’era dell’ebollizione globale, ma gli appelli continuano ad essere ignorati, se non addirittura derisi per eccessivo ed ingiustificato allarmismo.

“Il movimento globale del Commercio Equo e Solidale invita oggi i governi, le imprese e i leader mondiali a intensificare gli sforzi congiunti e a intraprendere azioni coraggiose, immediate, significative e inclusive per il clima, prima che sia troppo tardi”.

È questa – in sintesi – la sollecitazione, accorata e angosciata, lanciata in occasione di Cop28 da FTAO (Fair Trade Advocacy Office), WFTO (l’Organizzazione Mondiale del Commercio Equo e Solidale) e Fairtrade International, che insieme rappresentano più di due milioni di agricoltorə, produttorə, lavoratorə e artigianə di PMI e cooperative in tutto il mondo.

“Il cambiamento climatico è diventato impossibile da ignorare, così come il fatto che i suoi impatti siano ingiusti e diseguali”, afferma Sophie Aujean, Global Advocacy Director di Fairtrade International. “Non può esistere giustizia climatica senza giustizia commerciale, e viceversa”, aggiunge Leida Rijnhout, direttrice generale di WFTO. “Le imprese del Commercio Equo e Solidale stanno facendo leva sul cambiamento di cui abbiamo bisogno per passare da un sistema economico che prospera su pratiche di sfruttamento ed estrattivismo ad un modello equo, per le persone e per il pianeta. Attraverso le loro pratiche di business, stanno dimostrando che le alternative esistono: se seguiamo il loro esempio, abbiamo una possibilità concreta di raggiungere uno sviluppo sostenibile.”

Cop28: (poche) speranze di cambiamento

La principale speranza sulla Cop 28 – come si legge in uno degli ultimi editoriali ASviS a cui Equo Garantito aderisce – è forse quella legata alla messa al bando delle fonti fossili, fissando cioè una data limite entro il quale il mondo dovrà fare a meno di carbone, gas e petrolio. Gli auspici, tuttavia, non coincidono con la realtà: si continua a parlare di graduale uscita dal carbone e graduale eliminazione dei sussidi alle fonti fossili; in più, il summit di quest’anno, come già detto, si tiene negli Emirati Arabi e la presidenza di turno, che può orientare dibattitti ed esiti del summit, è affidata a Sultan al-Jaber che, tra i suoi ruoli, annovera quello di amministratore delegato dell’azienda petrolifera di Stato “Adnoc”. Il rischio, tutt’altro che remoto, è quello di continuare a portare avanti questa nuova tendenza dell’inattivismo climatico: confondere la diversificazione energetica con la transizione energetica. Ma gli investimenti in rinnovabili hanno senso da un punto di vista climatico se si sostituiscono ai combustibili fossili. Non se si aggiungono a essi.

Le priorità per il Commercio Equo e Solidale

È necessario e urgente un approccio multidimensionale, per comprendere appieno, prevenire e affrontare le conseguenze della crisi climatica che stiamo affrontando, che includa tutti gli aspetti, incluso l’ambito della finanza climatica indispensabile a sostenere interventi che attenuino e permettano l’adattamento ai cambiamenti climatici. Il movimento del Fair Trade identifica diverse aree di miglioramento immediato che potrebbero aiutare in modo significativo i finanziamenti per il clima a raggiungere i propri obiettivi:

  • con gli attuali flussi finanziari per l’adattamento da cinque a dieci volte inferiori alle necessità stimate, diventa più urgente che mai dare priorità ad azioni che riducano le emissioni di gas serra e aiutino le comunità ad adattarsi;
  • è necessario affrontare le barriere strutturali ancora esistenti: i piccoli produttori e, in particolare, le donne agricoltrici, devono avere accesso a prodotti e servizi finanziari adeguati alle loro esigenze, per poter diventare più resistenti al clima e passare a un’agricoltura sostenibile. Ciò include termini di rimborso flessibili, tassi di interesse più bassi e processi di richiesta semplificati;
  • infine, il fondo per le perdite e i danni concordato alla Cop27 (il cosiddetto fondo “loss and damage”)non deve impantanarsi in discussioni infinite su chi paga cosa. I Paesi più vulnerabili al clima già soffrono in modo sproporzionato per una catastrofe climatica che non è opera loro.

LEGGI L’EDITORIALE ASVIS

LEGGI IL COMUNICATO FTAO (IN INGLESE)

Scarica la dichiarazione congiunta completa in inglese qui e una sintesi di tre pagine in inglese qui.