La nuova certificazione Equo Garantito sostituisce il Sistema di Garanzia

Grandi novità per Equo Garantito: il nostro (ultra) ventennale Sistema di Garanzia si trasforma in una vera e
propria certificazione.

Certificazione Equo Garantito: un cambiamento che viene da lontano

Nel 2003, il primo Sistema di Garanzia dotava il movimento italiano del Commercio Equo e Solidale di uno strumento operativo rigoroso, capace di tradurre in criteri concreti e verificabili i suoi valori fondanti.
Equo Garantito, da allora, ha gestito il Registro Italiano delle Organizzazioni di Commercio Equo e Solidale
verificando l’aderenza delle organizzazioni italiane equosolidali ai principi generali contenuti nella Carta
Italiana dei Criteri.

Nel 2024 è stata approvata la Direttiva Empowering Consumers for the Green Transition (EmpCo), che
disciplina le comunicazioni riguardanti la sostenibilità verso lə consumatorə, inclusi i marchi di sostenibilità.
Ciò ha reso necessaria l’evoluzione del nostro Sistema di Garanzia in una certificazione.
Per questo oggi, in forte continuità con il precedente Sistema, vi presentiamo la nostra nuova certificazione
che sostituisce il Sistema di Garanzia. Presenta due grandi novità:

​- Il rispetto dello Standard Equo Garantito da parte delle organizzazioni viene verificato da un ente di
certificazione esterno e indipendente
– ​La certificazione è aperta a tutte le organizzazioni che rispettano i criteri, senza necessità di associarsi ad
Equo Garantito

Le nostre organizzazioni Socie hanno approvato con entusiasmo questa trasformazione e cominceranno il
percorso di certificazione a partire dal mese di luglio 2026, in vista dell’entrata in vigore, a partire dal 27
settembre 2026, della Direttiva EmpCo e del relativo D.Lgs. 20 febbraio 2026 n. 30 che la recepisce.


Basta marchi ed etichette ingannevoli

Tra pochi mesi, quindi, non sarà più così facile dire che un prodotto è “sostenibile”, “etico”, o “verde”: la
Direttiva Empco disciplina, infatti, le cosiddette asserzioni etiche, ovvero quei claim che descrivono le
caratteristiche ambientali o sociali di un prodotto.
Attualmente, non si possono millantare effetti curativi di creme o prodotti alimentari, creare recensioni non
veritiere o offrire sconti falsi. Queste pratiche sono considerate sleali, in quanto inducono lə consumatorə
ad acquistare un prodotto sulla base di informazioni false, a danno anche dei competitor. Allo stesso modo, dal prossimo settembre, le aziende o le organizzazioni – incluse quelle che operano nel
campo del Commercio Equo e Solidale e dell’economia solidale – dovranno rivedere e sostanziare la propria
comunicazione o, in caso contrario, rischieranno sanzioni.

Come Equo Garantito, riteniamo che standard più esigenti rappresentino un’opportunità, non un
ostacolo. La nostra risposta all’entrata in vigore delle nuove norme si fonda su una comunicazione
credibile e trasparente. Ma soprattutto sulla pratica quotidiana – quella del Commercio Equo e Solidale
– che descrive un sistema solido, costruito in oltre vent’anni di esperienza, capace di dare voce con
autorevolezza a chi lavora seriamente per un commercio più giusto. Perché la sfida non è comunicare
di più o di meno, ma comunicare meglio: solo nell’equilibrio tra ambizione e rigore, tra parole e fatti, la
sostenibilità acquista davvero credibilità e genera il cambiamento.

Il giusto #Equilibrio tra ciò che si
dichiara e ciò che ogni giorno si è in grado di dimostrare davvero.

Per saperne di più: info@equogarantito.org